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Tribunale di Ivrea, per i processi penali servono oltre mille giorni

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IVREA

Il Tribunale di Ivrea si conferma tra gli uffici giudiziari più in difficoltà dell’intero distretto della Corte d’Appello di Torino. Un dato che non sorprende gli addetti ai lavori, ma che trova una nuova e autorevole conferma nelle parole pronunciate sabato mattina a Torino, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, dove Ivrea è stata indicata come uno dei casi più emblematici di criticità strutturale.

A delineare il quadro è stata la presidente della Corte d’Appello, Alessandra Bassi, che ha parlato senza mezzi termini di una giustizia segnata da «poche luci e molte ombre», sottolineando come la lettura dei dati finisca per tradursi «in un vero cahier de doléances». Secondo Bassi, il problema non è la produttività dei magistrati: «I magistrati italiani sono tra i più laboriosi d’Europa, ma non è più sostenibile chiedere ulteriori sacrifici a fronte di carenze strutturali così gravi».

Nel distretto piemontese, Ivrea rappresenta uno dei punti più delicati. Il Tribunale, dopo la riforma della geografia giudiziaria del 2012, non ha mai visto un reale adeguamento degli organici rispetto ai flussi di lavoro. «La dotazione del Tribunale di Ivrea – ha affermato la presidente – è stata concepita in termini strutturalmente sottodimensionati rispetto al bacino d’utenza e alla complessità del contenzioso».

Il recente ampliamento dell’organico della Procura, pur giudicato positivamente, ha finito per accentuare lo squilibrio. «All’aumento dell’attività requirente non è seguito – come logica e funzionalità avrebbero imposto – un corrispondente rafforzamento del Tribunale», ha spiegato Bassi, evidenziando come il carico di lavoro si riversi inevitabilmente sui giudici e sulle cancellerie.

I numeri fotografano una situazione allarmante. Al 30 giugno 2025 il tempo medio di definizione dei procedimenti penali a Ivrea ha raggiunto i 1.031 giorni, il valore più alto del distretto che ha una media di 216 giorni (media nazionale primo grado 313 giorni). «Un dato che conferma in modo inequivocabile – ha sottolineato la presidente – il grave sottodimensionamento dell’ufficio, soprattutto nel settore penale».

Alle carenze di personale si aggiungono problemi logistici irrisolti. Il Palazzo di giustizia eporediese occupa spazi nati per altre funzioni e non risponde più alle esigenze di sicurezza e funzionalità. «Il Tribunale di Ivrea non dispone di una maxi aula per la celebrazione dei grandi processi», ha ricordato Bassi, richiamando l’attenzione sull’imminente processo per la strage di Brandizzo.

Celebrare il dibattimento fuori sede, ad esempio a Torino, viene considerata una soluzione estrema. «Spostare il processo – è stato osservato – significherebbe creare difficoltà logistiche enormi e spezzare il legame simbolico tra l’azione giudiziaria e la comunità direttamente colpita dal tragico evento». Su questo punto la presidente della Corte d’Appello ha voluto ringraziare il governatore Alberto Cirio «per lo stanziamento di fondi» e il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore «per l’impegno ad assicurare risorse tecniche e il contributo del Comune per realizzare la maxi aula».

A pesare ulteriormente è la cronica carenza di personale amministrativo, che rallenta il lavoro quotidiano e mette sotto pressione l’intero ufficio. Una condizione che, nonostante l’impegno degli operatori, rischia di compromettere la qualità del servizio giustizia sul territorio.

Il messaggio che arriva da Torino è chiaro: senza un riequilibrio degli organici, investimenti sugli spazi e un rafforzamento delle strutture, il Tribunale di Ivrea continuerà a rappresentare uno dei punti più fragili del sistema giudiziario piemontese, con ricadute dirette sui cittadini del Canavese.















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