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Askatasuna, gli antagonisti: “E’ stato un successo. I 50mila scesi in piazza hanno fatto una proposta politica al Paese”

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Solidarietà agli arrestati e rivendicazione politica del corteo del 31 gennaio, che “è stato un successo”. 

In comunicato diffuso sui social dal network antagonista di cui fa parte il centro sociale Askatasuna i militanti rivendicano quanto accaduto nella manifestazione nazionale contro lo sgombero. Nella nota la mobilitazione viene definita “un successo al di là di tutte le aspettative”, capace di portare in piazza “oltre 50mila persone in una manifestazione a difesa degli spazi sociali, delle pratiche di libertà e contro il governo Meloni”. Secondo gli antagonisti, il 31gennaio rappresenta “un passaggio fondamentale di un percorso nato dallo sgombero di un centro sociale simbolo di resistenza” e segna “una vera boccata d’ossigeno in un contesto politico segnato da guerre, repressione e derive autoritarie”. Una mobilitazione che, si legge, ha permesso “di sentirci più forti e meno soli”, mentre “la controparte affila gli artigli e accompagna il Paese verso una deriva autoritaria sempre più esplicita”. 

Nel comunicato viene duramente contestata la gestione dell’ordine pubblico, dopo la deviazione di una parte del corteo verso corso Regina Margherita: “L’apparato repressivo messo in campo dal governo Meloni e dal ministro Piantedosi ha risposto con una forza sproporzionata, scaricando centinaia di lacrimogeni sullo spezzone”. Una risposta che, secondo gli antagonisti, si inserirebbe in un “continuum repressivo fatto di fermi, identificazioni, intimidazioni e minacce”. Il testo respinge anche la lettura degli scontri come fatto isolato o minoritario: “Non si aspettavano – è scritto – che lo spezzone colpito reggesse l’urto, resistesse, avanzasse metro dopo metro senza panico né tentennamenti con l’obiettivo di avvicinarsi a uno stabile che è stato strappato come uno scalpo dal governo per cancellare un pezzo di quella storia partigiana che ha caratterizzato da sempre Torino”.

E poi ancora: “Si azzardano paragoni storici ridicoli, gli Anni di Piombo, per provare a nascondere una verità quasi banale: se la politica chiude spazi, tanti giovani gli spazi decidono di prenderseli”. 

“La manifestazione del 31 gennaio ci dice che non è più tempo di equilibrismi. Con la posta in palio oggi, bisogna scegliere”. “I 50mila scesi in piazza hanno fatto una proposta politica al Paese. Hanno indicato una strada per allargare l’opposizione sociale all’attuale governo”, si legge ancora. “Costruiamoci in comunità. Moltiplichiamo assemblee e momenti di confronto. Costruiamo piazze in tutto il Paese. Guardiamo al futuro con ottimismo e consapevolezza. E soprattutto non fermiamoci a guardare il dito: se osserviamo bene la Luna appare più luminosa che mai. Ne avremmo bisogno in questa lunga notte”, si conclude la nota.

L'articolo Askatasuna, gli antagonisti: “E’ stato un successo. I 50mila scesi in piazza hanno fatto una proposta politica al Paese” proviene da Nuova Società.















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