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“Belle ciao” di Barbara Saltamartini sferza le femministe ed elogia la svolta Meloni: convegno della Fondazione An

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Giorgia Meloni ha dimostrato che la destra non è maschilista, anzi, la sua ascesa prova il contrario. Un argomento centrale nel libro di Barbara Saltamartini, ex deputata che ha da poco pubblicato “Belle ciao” con “Giubilei Regnani”, presentato alla Camera di commercio a Roma, incontro organizzato dalla fondazione Alleanza nazionale. Prima dell’inizio della conversazione, che ha coinvolto la deputata Pd Paola De Micheli, il direttore editoriale del Secolo d’Italia Italo Bocchino e l’autrice, sono intervenuti l’editore e direttore scientifico della Fondazione An Francesco Giubilei e il deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Fondazione An Antonio Giordano, che hanno sottolineato l’importanza dell’evento letterario su un tema delicato come la centralità del ruolo femminile in politica e nella società e il ruolo della Fondazione come punto d’incontro culturale. A moderare il convegno è stata Federica Pascale, giornalista del Tg5.

Come ha spiegato Barbara Saltamartini, Giorgia Meloni ha avuto il merito di aver parlato “del termine madre e di averlo fatto mentre portava avanti conquiste e battaglie politiche centrali. Il governo di centrodestra è riuscito a portare alla gente le parole concrete e i concetti di cui avevano davvero bisogno: gli stessi che la sinistra ha dimenticato mentre si occupava di altro”.

Belle ciao di Barbara Saltamartini: Meloni simbolo, ma la sinistra non lo accetta

Nell’epoca in cui ogni scusa è buona per attaccare la prima premier donna della storia repubblicana, Italo Bocchino ha dato una visione sociologica dei motivi che si celano dietro alle critiche. Mi rendo conto che sia angosciante per la sinistra sapere che non sono riusciti a fare quello che volevano”, ha sottolineato il direttore del Secolo, ricordando che laddove ha fallito il progressivo, alla fine hanno trionfato i conservatori. E l’elezione di Giorgia Meloni ne è la prova. Poi ha ricordato il motto “sono una donna, sono una madre, sono cristiana” di Giorgia Meloni, che si è perfino trasformato in una hit estiva nelle discoteche. Quel messaggio, in realtà, era “un invito all’armonia tra uomo e donna, capaci di generare la vita per natura”.

L’importanza delle donne di destra

Successivamente, l’autrice ha spiegato come a destra le donne abbiano cercato un approccio diverso rispetto a quelle di sinistra, sempre in contrapposizione con l’altro sesso: “Con Italo abbiamo condiviso l’esigenza di dover raccontare una parte della storia della presenza femminile nella politica italiana. Le femministe di oggi stanno attente all’identità fluida, come se usare la parole “donne” possa mettere paura a qualcuno. Le ragazze di destra, a differenza di quelle di sinistra, non erano in lotta contro gli uomini per l’affermazione, anzi hanno sempre creduto di essere loro alleate per cambiare la società: si trattava di battaglie politiche congiunte e complementari”.

Si è trattato, fin dal passato, di un impegno politico da non sottovalutare: “Basti pensare a Paola Frassinetti e Annalisa Terranova, che con il loro grande lavoro hanno aperto la strada, consentendo che in futuro si potesse esprimere una presidente del Consiglio”. Poi ha ricordato che il sistema delle quote rosa è diventato fallace, perché “in questo modo una donna non verrà mai vista per le proprie capacità e per il merito. Alla fine, Giorgia ha dimostrato che per essere eletti serve il consenso”.

Anche Paola De Micheli riconosce la grandezza di Giorgia

Anche Paola De Micheli, pur provenendo dall’area dem, ha riconosciuto il valore di Meloni nello scenario politico: “È giusto che a destra si e non solo si celebri il successo di Giorgia Meloni, che non è esclusivamente legato alla vittoria elettorale del 2022. La sua esperienza inizia guidando il partito e si allunga fino al desiderio di modernizzare il Paese. Peraltro, Meloni ha avuto l’intelligenza di non stare con il governo Draghi“. In sostanza, secondo la parlamentare del Pd, la buona riuscita della premier si deve anche alla sua “grande qualità politica, in un partito che è stato maschilista come gli altri, basti pensare al Pd”. Non proprio, visto che è stata fondatrice di Fratelli d’Italia: le due storie non sono proprio simili. Comunque sia, l’onesta intellettuale non è mai scontata, soprattutto in un periodo storico in cui il politicamente corretto e il woke transfemminista minacciano la realtà dei fatti. 

L'articolo “Belle ciao” di Barbara Saltamartini sferza le femministe ed elogia la svolta Meloni: convegno della Fondazione An sembra essere il primo su Secolo d'Italia.















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