Odissea alloggi a Pavia: «Sono cieco e cerco casa ma nessuno me l’affitta perché ho il cane guida»
Pavia. Se Oleg Romaniuc riesce a condurre la vita che desiderava lo deve anche al suo amico Rudolph. È un labrador addestrato per fare il cane guida e accompagna Oleg nella sua quotidianità da quattro anni. Il ragazzo ha perso la vista in seguito a una leucemia e grazie all’animale è comunque riuscito a completare gli studi e diventare fisioterapista. Oggi ha 28 anni e da diversi mesi sta cercando una casa in cui andare a vivere da solo, senza risultati. Il motivo? Proprio Rudoph. «Quando i proprietari di casa scoprono che con me verrebbe anche il mio cane guida fanno un passo indietro – racconta Oleg –. Nonostante io dia tutte le garanzie economiche necessarie, trovare un appartamento sembra impossibile».
Due anni di ricerca
La malattia è anche il motivo per cui, otto anni fa, Oleg era arrivato in Italia dall’Ucraina. Al policlinico San Matteo gli è stato trapiantato un midollo sano, che gli ha permesso di sopravvivere. Non ha più lasciato Pavia, dove vive insieme alla madre. Ha proseguito gli studi, si è laureato e da qualche mese lavora da libero professionista come fisioterapista. Ora che ha ottenuto anche un’indipendenza economica, il suo desiderio è poter andare a vivere da solo.
«In realtà già durante l’università ho iniziato a cercare degli appartamenti in città – spiega il ragazzo –. Al tempo mi rispondevano tutti che erano in affitto solo per i lavoratori. Così quando ho iniziato a lavorare ho pensato che finalmente avrei trovato dove andare senza difficoltà. Invece ogni volta emerge un problema nuovo, è da più di due anni che va avanti così, tra telefonate e visite avrò avuto più di cento appuntamenti, ma nulla».
[[ge:gnn:laprovinciapavese:15467332]]
Il primo tra i “problemi” di cui parla Oleg è proprio la presenza del suo cane guida: «Ormai tutte le agenzie immobiliari della città mi conoscono. Gli agenti si affezionano alla mia storia e a Rudolph e sono i primi a dispiacersi quando i proprietari di casa dicono di non accettare animali. Alcuni mi rispondono che l’abitazione è già occupata, poi dopo due minuti faccio una prova chiamando dal numero della mia fidanzata e a lei dicono che è libera».
Dietro al rifiuto, secondo il ragazzo, c’è anche tanta disinformazione. «Spesso mi viene detto che l’appartamento è stato appena ristrutturato e hanno paura che il cane lo rovini – prosegue il 28enne –, ma non stiamo parlando di un animale come gli altri. Rudolph è un labrador che fin da quando era un cucciolo viene addestrato per fare il cane guida. Sono esemplari che vengono osservati per individuare ogni comportamento potenzialmente pericoloso e poi selezionati».
Che Rudolph non porterebbe nessun guaio lo dimostra anche la vita che tutti i giorni svolge in compagnia del suo proprietario.
«Quando studiavo veniva con me in università, mi accompagna se ho delle visite in ospedale, viene con me a lavoro. Sono addestrati apposta per stare in certi contesti senza creare complicazioni. Se non glielo dico io, lui può anche restare fermo nello stesso punto per un giorno intero. In casa non potrebbe fare nulla di male».
Le giustificazioni per il no
Non è solo Rudolph a tenere lontano Oleg dalla sua prossima abitazione. Da quando ha trovato lavoro e ricominciato la ricerca con più costanza, si è visto chiudere la porta in faccia per diversi motivi. «Quando ero studente mi dicevano che accettavano solo lavoratori, ora che lavoro mi rispondono che si affitta solo a studenti – dice il 28enne –. Ma mi è anche capitato più di una volta sentirmi dire di no perché per via della mia invalidità ho diritto a delle agevolazioni che renderebbero più difficile cacciarmi di casa».
La vita ha fatto sì che Oleg si abituasse a non arrendersi. Ha sconfitto una leucemia che gli ha tolto la vista, non ha mollato ed è riuscito a diventare fisioterapista. Non si aspettava che anche trovare una casa sarebbe stata una sfida, ma in ogni caso non è intenzionato a perderla.
«Da quando sono in Italia abbiamo sempre pagato l’affitto in tempo, ho tutte le garanzie necessarie. Posso permetterlo e ho il diritto di trovare un posto dove stare».
