L’Asia sorride grazie alle prodezze di Eala e Tjen: “Una favola per cui continuerò a lottare”
Nel femminile è il momento di aprire un’importante parentesi sulle tenniste del sud-asiatico. L’età, le poche pressioni e il talento sono elementi senza dubbio dalla parte di Alex Eala e Janice Tjen, due giocatrici che stanno iniziando a lasciare il segno nel circuito.
Eala, filippina, ha vent’anni ed è attualmente n. 45 del mondo. Deve cancellare qualche black out di troppo per continuare a scalare il ranking. Ad, esempio, al WTA di Abu Dhabi ha dovuto recuperare un 4-0 pesante nel terzo set per vincere la sfida contro Sasnovich al tie-break decisivo; Tjen, invece, ricorda Barty nel modo di giocare e rappresenta l’Indonesia.
Entrambe si sono ritrovare compagne di doppio per la prima volta nel circuito e il debutto è stato vincente. Hanno conquistato i quarti di finale del Mubadala Abu Dhabi Open regalando spettacolo ed entusiasmo al pubblico dello Zayed Sports City. Vestite con completi giallo neon coordinati, la filippina e l’indonesiana hanno superato una coppia di grande esperienza come quella formata da Leylah Fernandez e Kristina Mladenovic.
Al termine del match, Eala ha celebrato la vittoria con un emblematico “Go Southeast Asia” rivolto alla telecamera, sintetizzando il significato della nascita di una nuova coppia di doppio e che va oltre il campo. Le due tenniste si conoscono dai tempi del circuito juniores e, unite per la prima volta in un torneo WTA, hanno anche fuso le rispettive tifoserie, creando un’atmosfera elettrizzante sugli spalti.
Il successo arriva in un momento particolarmente positivo per entrambe, soprattutto per Tjen, protagonista di una stagione 2025 straordinaria: partita da numero 578 del ranking mondiale, l’indonesiana ha chiuso l’anno al 53° posto, vincendo 72 delle 84 partite disputate tra aprile e ottobre. Un’ascesa che, insieme alla crescita di Eala, rende questa nuova coppia una delle sorprese più interessanti del torneo.
Questa settimana, la 23enne Tjen è salita fino al numero 47 del ranking mondiale, raggiungendo il punto più alto della sua carriera, diventando solo la seconda giocatrice indonesiana nella storia a entrare nella top 50 del WTA Tour e la prima dopo Yayuk Basuki, che aveva frequentato quelle zone di classifica negli anni ’90.
Si tratta di un’ascesa straordinaria, soprattutto se si considera che due anni fa Tjen era ancora alla Pepperdine University, senza essere del tutto certa di voler passare al professionismo. Era senza ranking quando volò a Monastir, in Tunisia, per disputare un piccolo torneo ITF nel giugno 2024. Da lì ha vinto le sue prime 20 partite e ha chiuso l’anno con un record di 41 vittorie e 3 sconfitte.
Tjen, che si definisce un’introversa, si sta ancora abituando a tutto ciò che il successo sui campi da tennis ha comportato. Parlando con The National, Tjen ha speso parole di grande elogio per un’altra ex studentessa di Pepperdine, l’egiziana Mayar Sherif, che dopo la laurea ha raggiunto il suo best ranking di numero 31 del mondo: “È come una leggenda di Pepperdine. Ha fatto cose incredibili e noi seguiamo semplicemente le sue orme”, ha detto Tjen a proposito di Sherif. Ma come sta vivendo questo momento incredibile nella sua carriera: “Sento di vivere tutto giorno per giorno. Non ci penso troppo. E’ successo tutto velocemente, me la sto godendo: cerco di migliorare e di divertirmi”.
All’Australian Open Tjen è rimasta sorpresa dal numero di sostenitori presenti al suo match d’esordio. Li ha ripagati conquistando la vittoria più importante della sua carriera in termini di ranking, battendo la numero 23 Fernandez: “L’attenzione che sto ricevendo è una grande sorpresa per me. E da persona piuttosto introversa, direi che mi ha davvero colta di sorpresa. È bello, ovviamente, ricevere questo tipo di attenzione, avere il sostegno delle persone e sentire il loro affetto”.
Melbourne è stata finora l’esperienza più significativa da quando è diventata professionista: “È stato speciale e penso che siano venuti molti indonesiani. È stato un po’ diverso rispetto allo US Open, quando la gente ha iniziato a prestarmi più attenzione. E questa volta, all’Australian Open, sembrava anche lo Slam più vicino a casa. Sentire tutto questo supporto è una cosa che ho apprezzato davvero tanto”.
