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È morto Davide Di Corato, lo chef e giornalista travolto e ucciso da un bancale di pannelli fotovoltaici

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È morto il, 4 febbraio pomeriggio, lo chef e giornalista 64enne Davide Di Corato. L’uomo è stato travolto, in un tragico incidente a Chiaramonte Gulfi, nel Ragusano, e ucciso da un bancale di pannelli fotovoltaici che gli sono caduti addosso mentre venivano scaricati nella sua abitazione. Di Corato è morto subito. A nulla sono serviti i soccorsi. Indaga la Procura di Ragusa per chiarire come sia avvenuto l’incidente. L’uomo abitava da circa dieci anni Chiaramonte Gulfi, dove aveva avviato un home restaurant. Era noto nel giornalismo enogastronomico italiano. Aveva anche diretto e ideato il mensile “Chef” e collaborava con diverse riviste di settore.

“Più di tutto mi mancherà la sua risata e la sua ironia nella risata”, sono le parole di Pino Cuttaia, chef due stelle Michelin del ristorante La Madia di Licata, ricorda il suo “amico, prima ancora che collega“.

“Davide era una persona squisita, di valore, di compagnia, di risate – ha ricordato lo chef all’AdnKronos – Io e lui ci guardavamo e ridevamo. Abbiamo fatto tanti eventi insieme, abbiamo cucinato insieme. Tante serate nei locali dove non c’era rigore, era sempre un divertimento. Lui aveva sempre la battuta facile e tu dovevi stare al passo, saperle raccogliere al volo”.

Un’amicizia, quella fra lo chef Cuttaia e Di Corato, di oltre vent’anni, fatta di cucina, spezie e storie personali che si intrecciano fra di loro. “Ricordo quando ha scelto di non fare più il giornalista e con sua moglie ha deciso di trasferirsi in Sicilia, a Chiaramonte – ha detto – Quando andai a trovarlo per la prima volta mi colpì il fatto che si era emozionato alla vista del frutto del fico nell’albero… una cosa che per me, che vivo in Sicilia, era del tutto normale e che per lui invece, abituato a Milano, era una cosa straordinaria. Osservare la vita della natura, vivere la stagionalità”.

Fra i ricordi anche la gara di caponata organizzata nelle cantine Cos. “Lo presi in giro perché aveva messo il coriandolo nella caponata – ha raccontato – Gli dissi: ‘Ma cosa c’entra il coriandolo? Sei proprio un milanesè… del resto lui veniva da Milano, una città ‘contaminatà, ed io invece ero un talebano della caponata”.

Le contaminazioni, i sapori, gli accostamenti, erano il tratto della cucina di Di Corato. “Avendo lavorato per anni come giornalista e avendo mangiato in tutte le tavole in giro per il mondo, per lui osare era una cosa normale – ha spiegato Cuttaia – Quando ha deciso di fare il cuoco ovviamente la sua regola era osare perché lui vedeva i contrasti, gli abbinamenti, ne parlavamo sempre insieme”. Sulla pietanza che amava di più cucinare, lo chef non ha dubbi: “Davide amava cucinare la carne, era la sua sfida”.

“Davide era una bella persona, un buono – ha concluso commosso – Una volta il mio cane si è ammalato di lesmaniosi. Era agosto e io non riuscivo a trovare le medicine da nessuna parte, Lui le ha trovate a Chiaramonte e me le ha fatte mandare… era questo il rapporto che avevamo, questo era Davide”.

Il Consorzio Chiaramonte su Instagram ha speso parole di vicinanza e di affetto: “”La notizia della scomparsa di Davide ci addolora profondamente, un amico e un professionista straordinario. Chef e giornalista, originario di Torino, Davide viveva da oltre dieci anni nella nostra città; l’aveva scelta come sua seconda casa dopo essersi innamorato della cultura enogastronomica chiaramontana. La sua perdita lascia in tutti noi un vuoto incolmabile”.

E ancora: “Figura di spicco del giornalismo enogastronomico italiano – già direttore di importanti riviste di settore (tra cui il mensile Chef da lui ideato) – e riconosciuto come chef di talento, Davide ha messo tutta la sua esperienza e passione al servizio della nostra comunità. Partecipando da protagonista ad eventi come il Laboratorio del Gusto e il concorso enogastronomico Terra Matta, oltre che a tante serate di degustazione, ha contribuito a promuovere Chiaramonte e i suoi prodotti ben oltre i confini locali. Lui stesso considerava queste iniziative “pregevoli perché aprono le cucine e insegnano anche a chi sta a casa i segreti dei grandi chef”, convinto che l’obiettivo fosse far conoscere ovunque l’eccellenza della cucina chiaramontana e dei suoi prodotti unici, come l’olio e il vino”.

Infine: “La sua scomparsa lascia un grande vuoto. Ricorderemo sempre il suo entusiasmo contagioso, la generosità con cui condivideva conoscenze e aneddoti, e la sua profonda umanità. Doti che lo hanno reso non solo un riferimento autorevole per la gastronomia, ma anche un amico per tanti di noi. Tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, consapevoli di aver perso un uomo di straordinaria passione e sensibilità. In questo momento di dolore, il Consorzio Chiaramonte si stringe attorno alla famiglia di Davide, ai suoi amici e a tutti i suoi cari, porgendo le più sentite condoglianze. Il ricordo di ciò che Davide ci ha insegnato e donato continuerà a vivere in noi e in ogni futura iniziativa enogastronomica del nostro territorio. Grazie di cuore, Davide”.

L'articolo È morto Davide Di Corato, lo chef e giornalista travolto e ucciso da un bancale di pannelli fotovoltaici proviene da Il Fatto Quotidiano.















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