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Reggia di Caserta, l’uomo di Fratelli d’Italia entra nel cda. Accuse a Giuli dall’opposizione (e malcontento da Forza Italia)

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È bufera con interrogazioni depositate e annunciate sul decreto di nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione della Reggia di Caserta che, oltre a essere uno dei più importanti poli museali e storici d’Italia è anche patrimonio dell’umanità Unesco. Il nuovo Cda è infatti composto dal direttore pro tempore della Reggia, Tiziana Maffei e da quattro membri. Tra loro, spicca il nome di Paolo Santonastasio, avvocato civilista con uno studio legale a Caserta, già consigliere comunale e provinciale e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia a Caserta da marzo 2025. Per Partito democratico e Movimento 5 Stelle si tratta dell’ennesima nomina che segue “la logica della spartizione e del favore politico”. Ma la nomina lascia interdetti anche esponenti di Forza Italia. E se partono le accuse dal Pd (“Giù le mani dalla Reggia di Caserta) e dal M5S (“Un atto vergognoso”), il diretto interessato replica piccato e sarcastico. E rilancia, accusando la gestione del Pd della Regione Campania “nota per il clientelismo a base di fritture di pesce” e tirando in ballo un celeberrimo discorso dell’ex governatore Vincenzo De Luca sul clientelismo rivolto agli amministratori locali e finito con una inchiesta archiviata. Scambio di accuse a parte, il problema resta. Perché i protocolli di gestione Unesco sono molto rigidi e impongono un’assoluta neutralità gestionale. “Le decisioni assunte dal ministro Giuli – sostiene il Pd – potrebbero esporre il nostro Paese a rilievi e persino a una procedura di infrazione in sede Unesco”.

Le accuse di Partito democratico e Movimento 5 Stelle (ma anche di Fi)

La durata del mandato dei nuovi membri del cda è di cinque anni. Paolo Santonastaso, così come Nicolina Virgilio, è stato designato dal ministro Alessandro Giuli, Marianna Pignata è stata designata d’intesa con il ministro dell’Economia e Raffaele Caterina è stata scelta dal Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici. “Si tratta di una scelta scandalosa – commenta il deputato del Pd, Stefano Graziano – che conferma un uso sempre più irresponsabile del ruolo istituzionale da parte del ministro, piegato alla logica della spartizione e del favore politico”. E, insieme a Piero De Luca, deputato dem e segretario regionale del Partito Democratico, deposita un’interrogazione parlamentare “per conoscere nel dettaglio i curricula dei neo nominati che risultano espressione diretta di forze politiche, come nel caso del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia”. “Non è possibile – commenta De Luca – che il ministro Giuli utilizzi i musei statali come strumenti di occupazione politica, piazzando amici ed esponenti di partito e politicizzando istituzioni che dovrebbero essere autonome e libere. La misura è colma, la lista è troppo lunga”. Tra le polemiche più accese degli ultimi mesi, quella che riguarda il teatro La Fenice e la nomina della direttrice, Beatrice Venezi. “È una modalità di gestione imbarazzante e inaccettabile – ancora De Luca – e non siamo di fronte a un caso isolato, è una pratica che si sta diffondendo su scala nazionale. Una deriva mai vista prima”. Accuse arrivano anche dal Movimento 5 Stelle: “Il ministro lo capisca bene, la Reggia di Caserta non è la ‘bancarella del torrone’ di Fratelli d’Italia” dichiara Agostino Santillo, parlamentare del M5S e vicepresidente della Commissione Ambiente alla Camera. Sulla questione nomine interviene, come riporta Il Mattino, anche la commissaria politica di Forza Italia, Amelia Forte: “Forza Italia non parteciperà mai più a tavoli interpartitici con Santonastaso. Il segretario cittadino di Fratelli d’Italia ha scelto altro rispetto alla politica. O sta nel Cda o fa politica: le due cose non sono compatibili”. Per Forte la sua nomina espone il centrodestra ad attacchi degli avversari politici a un anno dalle comunali.

La replica di Santonastato e il rischio di infrazione Ue

Il diretto interessato, però, non ci sta e replica. “Il Pd confonde il proprio modus operandi, che abbiamo avuto modo di apprezzare nel Comune di Caserta a guida Pd sciolto per camorra – commenta Santonastasio – oltre che nella Regione Campania nota per il clientelismo a base di fritture di pesce con la serietà e la trasparenza del governo guidato da Giorgia Meloni”. E aggiunge: “Fa specie poi che a parlare del mio incarico a titolo completamente gratuito sia l’onorevole Graziano, al quale De Luca, allora presidente della Regione Campania, pensò bene di elargire una onerosa consulenza alla Regione dopo la sua mancata elezione”. Scambio di accuse a parte, Graziano e De Luca, come i deputati di Alleanza Verde e Sinistra, Francesco Emilio Borrelli e Franco Mari, sottolineato anche un altro problema. “I protocolli Unesco e le normative italiane sono chiarissimi: nei Cda devono sedere persone di chiara fama e comprovata competenza nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale” ricordano Borrelli e Mari. La nomina di soggetti legati a specifiche forze politiche, come nel caso del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, dunque, rischierebbe “di compromettere non solo l’autonomia gestionale, ma anche la reputazione internazionale del nostro Paese”. E annunciano anche loro una interrogazione alla Presidenza del Consiglio “chiedendo conto dei rischi di infrazione europea”.

L'articolo Reggia di Caserta, l’uomo di Fratelli d’Italia entra nel cda. Accuse a Giuli dall’opposizione (e malcontento da Forza Italia) proviene da Il Fatto Quotidiano.















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