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“Tra me e Stefania Constantini non c’è amicizia. Negli ultimi anni abbiamo gareggiato poco insieme ed è meglio così”: parla Amos Mosaner

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“L’oro di Pechino è stato un po’ smorzato dall’atmosfera”. Amos Mosaner racconta così le emozioni provate per il primo storico trionfo olimpico arrivato nel 2022, ancora in pieno Covid. Quattro anni dopo, la coppia del curling italiano composta dal 30enne trentino e da Stefania Constantini può puntare a un’altra medaglia: oggi giocano la semifinale nel torneo di doppio misto contro gli Stati Uniti. Il sogno di un altro podio olimpico, questa volta in casa, a Milano-Cortina 2026, è lì alla portata. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Mosaner ha raccontato i segreti del curling e del suo rapporto con Constantini.

In Italia il suo sport è semi-sconosciuto, i professionisti sono “dieci, forse quindici, non di più”. Qualcuno crede sia una disciplina semplice: “Ci alleniamo due volte al giorno, in avvicinamento ai Giochi anche tre: due più la palestra. Noi ovviamente abbiamo un preparatore atletico che ci segue. Io poi credo che stare bene a livello mentale sia altrettanto importante”, spiega Mosaner. La parte atletica è cruciale anche nel curling: “Le stone pesano una ventina di chili ma non si fatica a lanciarle, non è quello il punto. La parte atletica è importante per la spinta dalla staffa, quel blocco da cui ogni giocatore comincia l’azione di lancio, e per la bocciata. Si allena la parte bassa del corpo ma anche la parte alta, che incide sulla spazzata: più sei pesante, più fai peso sulla scopa, più sei efficace”.

Dopo l’oro di Pechino 2022, Mosaner ha avuto l’onore di essere portabandiera dell’Italia alla cerimonia inaugurale: “Mi sono commosso, sì. Io in realtà non ho mai pensato di poter essere un portabandiera”. La sua collega Constantini invece non ha avuto lo stesso privilegio: “Temo ci sia rimasta un po’ male”, commenta Mosaner. Che sul rapporto tra loro due spiega: “È professionale, non direi di amicizia. Negli ultimi anni abbiamo gareggiato poco insieme ed è meglio così: se ti vedi tutti i giorni per anni, entri troppo in confidenza e finisci per bypassare molte cose a livello professionale. Lo scorso anno, al Mondiale, non ci eravamo preparati tantissimo ma abbiamo vinto”.

Ora la speranza è che la magia si possa ripetere ancora una volta, ai Giochi invernali in casa. “Stefania in tre parole? Determinata. Solare. Spensierata. Lo so che ha più attenzioni di me ma è normale, va benissimo così”, aggiunge Mosaner. Tra loro non ci sarà amicizia, ma l’alchimia in gara funziona eccome: “Fortunatamente siamo due teste pensanti, lei sa che io dirigo la parte strategica e si fida molto. Io invece mi fido di lei perché è una delle più forti al mondo“.

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