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Il gioiello della pista ‘Eugenio Monti’ a Cortina d’Ampezzo: l’Italia torna grande e continuerà a progredire!

Un trionfo nato in casa, ma capace di parlare al mondo intero. Nella notte in cui lo sport italiano ha riscritto la propria storia, conquistando l’oro olimpico in entrambi i doppi di slittino, uomini e donne (Emanuel Rieder/Simon Kainzwaldner e Andrea Vötter/Marion Oberhofer), non è stato solo il metallo delle medaglie a brillare. A illuminare tutto è stata anche la consapevolezza di averlo fatto lì, tra le nostre montagne, su un ghiaccio che profuma di memoria e futuro.

A Cortina, sotto lo sguardo silenzioso delle Dolomiti e l’eredità ardente del “Rosso Volante” Eugenio Monti, lo Sliding Centre è tornato a essere teatro di emozioni irripetibili. Dove un tempo si scrivevano imprese leggendarie, oggi si respira di nuovo quella stessa tensione che precede la partenza, quel silenzio sospeso che si spezza solo al via. È più di una pista: è un luogo dell’anima, rinato sul solco della storia ma proiettato con coraggio verso i Giochi Invernali del 2026.

Il tracciato si distende per 1.800 metri come un nastro d’acciaio e ghiaccio, un budello di sedici curve che non concede distrazioni. Ogni passaggio è un dialogo serrato con la velocità, ogni curva una promessa o una minaccia. La Sento è il primo battito: detta il ritmo, misura il coraggio. Poi il Labirinto, curve 4, 5 e 6, dove basta un soffio fuori traiettoria per vedere svanire un sogno costruito in anni di sacrifici. E infine quel tratto tra Antelao e Cristallo, il cuore che accelera insieme agli atleti, dove le forze centrifughe schiacciano il corpo fino a 6G e la mente deve restare limpida come il ghiaccio.

Ma sotto quella superficie lucida e marmorea vive anche un’idea nuova di futuro. Un sistema di refrigerazione all’avanguardia, il primo al mondo di questa portata senza ammoniaca, sceglie la via della sostenibilità senza rinunciare all’eccellenza. È un dettaglio tecnico, forse, ma racconta una visione: rispetto per l’ambiente, sicurezza per gli atleti, precisione assoluta per il tempo che scorre impietoso sul cronometro.

Ed è proprio su quel ghiaccio perfetto che l’Italia ha firmato una delle pagine più intense della sua storia sportiva. Non solo una vittoria, ma un ritorno a casa. Un abbraccio tra passato e presente, tra chi ha tracciato la strada e chi l’ha percorsa fino all’oro. Cortina non è stata soltanto cornice: è stata protagonista, complice, custode di un’emozione che resterà scolpita nel ghiaccio e nel cuore.















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