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Faccia sul ghiaccio a 130 km/h: come funziona lo skeleton, lo slittino a pancia in giù

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Lo chiamano skeleton perché la prima slitta aveva la forma di uno scheletro umano. È tra gli sport invernali più antichi di sempre. E tra il bob e lo slittino è la disciplina “più lenta”. Che poi 130km/h così pochi non sono. A differenza dei primi due, però, è obbligatorio proseguire per il percorso in posizione prona (ovvero sdraiati a pancia in giù). Ciò che conta veramente è la partenza: più sarà esplosiva, tanto migliori saranno i risultati. Insomma, la chiave per vincere è tutta racchiusa in pochissimi istanti. I Giochi Olimpici di Milano-Cortina daranno spazio a una gara che dopo l’esordio nel 1928 a St.Moritz è stata messa in pausa più volte. E poi ripresa. Ma in cosa consiste esattamente?

Le regole
Dopo aver preso velocità nei primi metri, lo scheletro viene “guidato” con i movimenti del corpo. Il regolamento è molto semplice e intuitivo: vince chi completa il percorso nel minor tempo possibile. Generalmente svolte in due giorni distinti con due serie alla volta, sommando il tempo totale di ogni manche si avrà il nome e il tempo del vincitore (o della vincitrice).
Sembrerà scontato, ma un fattore decisivo è il peso e la lunghezza dello “slittino”. Senza freni e meccanismi di sterzo, l’oscillazione del corpo e la capacità di adattarsi al percorso risulta fondamentale.

La novità
Ideato nel 1882 da un gruppo di soldati svizzeri (che avevano costruito una slitta usata per collegare le città di Davos e Klosters), lo Skeleton edizione 2026 offrirà per la prima volta – oltre alle specialità nel singolo – anche la gara a squadre mista per un totale di tre eventi e nove medaglie in palio. Le manche verranno disputate nel budello del Cortina Sliding Centre.

La differenza con il bob e lo slittino
Sono molto simili tra loro, ma la differenza sta proprio nella preparazione iniziale. Nello skeleton, infatti, gli atleti iniziano in piedi per prendere velocità e per darsi la giusta spinta. Poi testa avanti e piedi indietro. L’ultimo italiano a salire sul punto più alto del podio fu Nino Bibbia. In programma dal 12 al 15 febbraio, per gli azzurri sarà l’occasione di riportare a Casa Italia una medaglia d’oro che in questa disciplina manca da 78 anni.

L'articolo Faccia sul ghiaccio a 130 km/h: come funziona lo skeleton, lo slittino a pancia in giù proviene da Il Fatto Quotidiano.















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