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Fratoianni e Bonelli difendono Albanese e gridano al complotto. Antisemita? Ma quando mai

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Povera Francesca Albanese, strapazzata dai cattivoni amici di Israele, adesso messa in mora dalla Francia che ne ha chiesto le dimissioni. Anche dopo il comizio filo Hamas dell’osservatrice Onu al Forum di Al Jazeera c’è chi, tra le file delle sinistre pro Pal, continua a difendere una signora fuori di testa che ha definito la mattanza del 7 ottobre un atto di legittima resistenza.

Fratoianni in prima linea a difesa di Albanese

In prima linea non poteva mancare Nicola Fratoianni tifoso della prima ora. In compagnia di Angelo Bonelli che accusa la stampa e la destra di aver tagliato ad arte le parole pronunciata da Albanese per processarla. Già la presenza dell’osservatrice dell’Onu accanto al capo di Hamas Khaled Meshaal e al ministro degli Esteri iraniano, tra i più duri nella repressione del regime Maduro, dovrebbe bastare per nutrire dubbi sulle sue frequentazioni. E magari chiedere che tolga il disturbo. Ma per i pasdaran anti-Israele è un particolare trascurabile. O forse una medaglia sul petto.

Ho ascoltato il discorso, non c’è traccia di antisemitismo

“Ho ascoltato tutto il discorso di Francesca Albanese, due volte”, scrive sui social Fratoianni esprimendo solidarietà all’eroina. “Non solo non ho sentito nemmeno una parola che potesse avere anche solo l’ombra dell’antisemitismo, ma non ha neanche pronunciato le frasi che le vengono attribuite”. Capito? Descrivere Israele come il nemico numero uno dell’umanità non è grave, anzi. Tutto va bene per la causa.

Avs grida al complotto, hanno manipolato le sue parole

Così alla sbarra finiscono, c’è da ridere, quelli che in queste ore in Italia si stanno associando alla richiesta di dimissioni di Parigi. “Un’assurda e incredibile strumentalizzazione politica”. Bonelli si spinge oltre, gridando al complotto. Sarebbe in atto “un’operazione grave, che ha manipolato le sue parole per alimentare una polemica strumentale. Siamo di fronte a un meccanismo pericoloso – aggiunge indignato – si estrapola una frase, la si decontestualizza e la si usa per delegittimare chi “svolge un mandato internazionale scomodo”. Scomodo? Forse inadeguato. Non si contano le chicche della speciale osservatrice Onu che hanno imbarazzato perfino il Pd, che infatti oggi tace. Dai terroristi che vanno capiti alle offese dirette alla senatrice a vita Liliana Segre fino all’ultimo inaccettabile videomessaggio che ha oltrepassato il segno con quella frase (abbiamo un nemico comune). Difficile contestare il  profilo antisemita della relatrice, coccolate con le varie cittadinanze onorarie. Ma per Fratoianni e Bonelli è una vittima con cui solidarizzare.

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