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ATP Rotterdam: Bublik vince un match thriller con Munar, sfiderà Auger-Aliassime

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Si completa il quadro delle semifinali a Rotterdam con le vittorie di Felix Auger-Aliassime e Alexander Bublik. Il canadese supera in due set Tallon Griekspoor, dominando il tie-break del primo parziale e approfittando di un calo fisico dell’olandese nel secondo. Più combattuto il successo del kazako, che piega Jaume Munar al termine di una battaglia risolta solo al tie-break del terzo set. Saranno loro a contendersi un posto in finale, nel settimo capitolo di una rivalità che vede Auger-Aliassime avanti 4-2 nei precedenti.

[2] Felix Auger-Aliassime b. [7] Tallon Griekspoor 7-6(2) 6-2

Primo set all’insegna dell’equilibrio, con entrambi solidi nei turni di battuta e pochi spiragli in risposta. Il momento chiave arriva nel decimo gioco: Auger-Aliassime si procura una palla break che vale anche come set point, ma Griekspoor riesce a cancellarla e a trascinare il parziale al tie-break.

Nel gioco decisivo, però, l’inerzia cambia nettamente: Auger-Aliassime domina il tie-break, alza intensità e precisione negli scambi e lo chiude 7-2, incamerando così il primo set 7-6(2) dopo 1 ora e 22 minuti.

Nel secondo parziale l’equilibrio si spezza. Griekspoor appare meno lucido e più falloso, mentre il canadese ne approfitta salendo rapidamente 2-0. L’olandese prova a restare agganciato, annulla due palle per il 3-0 e accorcia sul 2-1, ma è un fuoco di paglia. Poco dopo è costretto anche a ricorrere a un medical time-out per un problema alla spalla destra.

Auger-Aliassime continua invece a spingere con decisione, soprattutto con il dritto, potente e preciso. Il break nel settimo gioco indirizza definitivamente l’incontro: il canadese chiude 6-2 dopo 1 ora e 40 minuti, conquistando la semifinale.

[3] A. Bublik b. J. Munar 6-4 6-7(4) 7-6(3)

Primo set: Bublik spinge, Munar resiste ma cede nel finale

Avvio immediatamente favorevole ad Alexander Bublik, che strappa il servizio in apertura e indirizza il parziale sui binari a lui più congeniali. Il kazako si affida fin da subito al dritto, colpo con cui fa la differenza per peso e profondità.

Nel settimo gioco Bublik torna a incidere con decisione: prima comanda con il dritto, poi piazza un passante di rovescio che bacia la riga e gli procura un’altra palla break. Jaume Munar riesce però a sopravvivere al momento, approfittando anche dei rischi elevati che caratterizzano il tennis del kazako.

Nel game successivo è lo spagnolo a costruirsi le prime palle break del match sul 15-40, ma Bublik reagisce da campione: infila una serie di vincenti e risale fino al 5-3. Il dato è emblematico: fino a quel momento 11 dritti vincenti a 2, con il kazako padrone dello scambio proprio grazie a quel fondamentale.

Sul 5-3 Bublik si procura anche il set point, ma Munar si salva con orgoglio grazie a due ace consecutivi e un servizio vincente, accorciando sul 5-4. L’ultimo game è di alta qualità: lo spagnolo lotta, conquista due palle break e prova a rientrare, ma Bublik lo logora con smorzate intelligenti e colpi millimetrici sulle righe, prima di chiudere con un ace beffardo sul set point.

Il kazako archivia così il primo parziale 6-4 in 44 minuti, imponendo il suo tennis esplosivo e creativo.

Secondo set: Munar più lucido, parità ristabilita al tie-break

Il secondo parziale scorre su binari di sostanziale equilibrio, ma a fare la partita è soprattutto Munar, più continuo e intraprendente nei momenti chiave. Lo spagnolo si procura una prima palla break già nel secondo gioco, poi torna a mettere pressione nel quarto, senza però riuscire a concretizzare.

Le occasioni migliori arrivano nel finale: sul 6-5 e servizio Bublik, Munar costruisce addirittura un set point, ma il kazako resiste, pur avendo ormai perso gran parte dell’efficacia del dritto che aveva fatto la differenza nel primo set. Si arriva così al tie-break, dove l’inerzia cambia.

Nel gioco decisivo è Munar ad avere la meglio, premiato per la lucidità con cui è rimasto agganciato al match e per le numerose opportunità create lungo il set, contro un avversario meno brillante.

Terzo set: battaglia fino all’ultimo punto, Bublik la spunta e vola in semifinale

Nel terzo parziale l’inerzia sembra inizialmente cambiare. La qualità del gioco di Bublik cala sensibilmente e quei colpi spettacolari che avevano acceso il primo set diventano patrimonio di Munar, più continuo e aggressivo.

Nel terzo gioco lo spagnolo continua a martellare in risposta e, dopo ben 11 palle break complessive, riesce finalmente a strappare il servizio al kazako per il 2-1, chiudendo un punto complicato con grande determinazione. Quando il match sembra poter girare definitivamente, però, arriva l’immediato contro-break: Bublik trova energie residue e, con orgoglio da campione, torna a imporre ritmo e variazioni, affidandosi anche a smorzate intelligenti per spezzare il ritmo dell’avversario.

La lotta diventa serrata: da una parte un Bublik ritrovato, dall’altra un Munar instancabile nella difesa e caparbio nel restare agganciato allo scambio. Si arriva così a un nuovo tie-break, non prima che lo spagnolo abbia cancellato con grande lucidità anche un match point in favore del kazako.

Nel gioco decisivo sale di nuovo in cattedra il servizio di Bublik, che ritrova precisione e incisività nei momenti chiave. Il kazako chiude 7-6(3), sigillando il match con il punteggio di 6-4 6-7(4) 7-6(3) dopo 2 ore e 45 minuti di tennis di altissimo livello.

Una vittoria che conferma la crescita di Bublik, sempre più capace di coniugare talento e solidità, ma anche la nuova dimensione di Munar: combattivo, serio nell’atteggiamento e mai domo. In semifinale il kazako troverà Auger-Aliassime per la settima volta, con il canadese avanti 4-2 nei precedenti.















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