“Perché No”, il nuovo video di Marco Travaglio: “Il Sì non ce l’ha coi magistrati, ma con i cittadini”
Cosa cambierà davvero con la riforma che il ministro Carlo Nordio ha definito “epocale”? Per i magistrati, in realtà, poco o nulla: il danno vero sarà per noi cittadini. Marco Travaglio ne parla nella terza puntata di Perché No, la guida pratica al referendum: cinque video-spiegazioni pubblicate a cadenza settimanale, ogni venerdì alle 15, sul canale YouTube del direttore e ogni sabato sul sito del Fatto. Separare i giudici dai pubblici ministeri, spiega Travaglio, non servirà a dividere chi già oggi non si incrocia quasi mai, ma avrà l’effetto di distruggere la cultura dell’imparzialità: i magistrati migliori della nostra storia — da Falcone e Borsellino fino a Caselli e Gratteri — hanno svolto entrambi i ruoli, arricchendo il proprio equilibrio professionale. Senza questa formazione comune, avremo pubblici ministeri meno imparziali e meno devoti alla verità, e quindi giudici che rischieranno di commettere più errori, perché riceveranno materiale “inquinato”. Lo stesso vale per lo spacchettamento e il sorteggio del Csm: aumentare il controllo della politica sulla magistratura non danneggia i magistrati, dannneggia tutti noi.
Il nuovo libro di Marco Travaglio, “Perché No, guida al referendum su magistratura e politica in poche semplici parole” (edizioni PaperFirst), è in vendita in libreria e sugli store online
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