Quando a Confienza sparirono i gioielli dalla bara appena sepolta
Ormai quasi dieci anni fa, nel dicembre 2016, Confienza si era già svegliata con l’amarezza di una violazione al cimitero con la profanazione di una tomba. Anche allora qualcuno aveva approfittato di un ingresso defilato, del buio e dell’assenza di testimoni. Secondo il Comune chi aveva compiuto quel gesto non è mai stato trovato. Nel dicembre di dieci anni fa ignoti avevano violato la tomba di una donna di 71 anni, morta pochi mesi prima, per impossessarsi dei gioielli che indossava: una collana d’oro con ciondolo, strappata dal collo della salma. Un gesto che aggiungeva all’ipotesi di furto quella, ancora più grave sul piano morale, di vilipendio di tombe.
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Erano state trovate delle impronte di scarponi rimaste impresse sulla terra smossa e le immagini registrate dalle cinque telecamere di sorveglianza installate nel cimitero. Tre controllavano l’ingresso principale, affacciato sulla strada verso Palestro e Vinzaglio, ben visibile; due invece sorvegliavano l’accesso posteriore, lungo una strada di campagna a fondo chiuso, buia e appartata. Sarebbe stato proprio da quell’ingresso che sarebbero passati i ladri. Alcuni frequentatori del cimitero avevano notato la terra smossa attorno alla fossa, ancora priva della copertura in marmo definitiva. La targhetta della bara era appoggiata sopra il terreno, segno evidente che qualcuno aveva scavato. La bara risultava sfondata nella parte superiore, vicino alla testa, come se fosse stata colpita con uno strumento pesante. Un atto che ha scosso profondamente il paese, dove tutti si conoscono e dove la ferita, questa volta, tocca il rispetto stesso dei morti. Se il fatto di Confienza rimane, dopo quello di Gambarana, uno degli episodi più clamorosi ci sono stati di recente numerosi furti ai danni dei cimiteri lomellini. A Frascarolo è stato denunciato un episodio in cui ignoti hanno danneggiato due cappelle per rubare rame dalle grondaie e dalle coperture, causando anche danni strutturali; indagini in corso con immagini di videosorveglianza al vaglio dei carabinieri.Problemi analoghi sono stati segnalati a Gambolò, dove i furti “a raffica” hanno portato l’amministrazione comunale a discutere in consiglio comunale la mancanza di custodia e la necessità di misure di sicurezza. In Vigevano un raid notturno ha devastato tombe e statue, piegando canalette di rame e provocando danni gravi, con forte condanna da parte delle autorità locali; vi sono indagini e potenziamento della videosorveglianza.S.bar.
