Pop Bites, la rassegna in cui arte e cucina si fondono in un’esperienza da gustare
C’è un modo nuovo di guardare all’arte contemporanea, e passa attraverso i sensi. Non più solo contemplazione, ma esperienza completa: vista, gusto, condivisione. È Pop Bites, la rassegna che tra gennaio e marzo 2026 trasforma tre serate in altrettanti appuntamenti dove il movimento Neo Pop incontra la cucina, dando vita a una formula inedita che unisce estetica e piacere gastronomico.
Nel segno del Neo Pop
L’idea è di Giorgio Chinea Canale, curatore e art consultant che da tempo esplora le frontiere dell’arte relazionale. «Questo progetto unisce due delle mie più grandi passioni: l’arte e la cucina», spiega. Il riferimento va dritto a Piero Manzoni e al suo «divorare l’arte» del 1960, ma anche a Rirkrit Tiravanija, maestro nell’uso del cibo come medium artistico. Ogni serata si apre con una mostra dedicata a un artista del panorama Neo Pop italiano, ma il cuore pulsante è lo show cooking live: curatore e artista insieme creano un piatto, una vera opera da condividere con il pubblico.
A sostenere l’iniziativa è Francesco Noto, amministratore delegato di Fgn Consulting e collezionista che ha già portato il Neo Pop a Cortina d’Ampezzo lo scorso inverno. «Da sempre la mia azienda sostiene progetti legati al sociale e allo sport, ma negli ultimi anni il mio interesse per l’arte contemporanea è cresciuto sempre di più», racconta. E annuncia: «Nel 2026 daremo vita a una nuova fondazione dedicata all’arte contemporanea che avrà sede a Milano». Un progetto ambizioso, pensato per sostenere artisti emergenti e creare occasioni di dialogo, con uno spazio espositivo aperto alla città.
Pop Bites: tre serate, tre esperienze
La rassegna è partita il 28 gennaio a Milano, nello spazio Dots, con Francesco De Molfetta e le sue sculture che smascherano l’ossessione contemporanea per il consumo. Al centro della mostra ha debuttato Killer a sorpresa, serie limitata in cui l’iconico ovetto Kinder diventa oggetto ambiguo e minaccioso, simbolo di come ciò che appare innocuo possa nascondere sistemi di condizionamento più profondi. Il 6 febbraio è toccato a Giovanni Motta, nello showroom Bulthaup di Bologna durante Arte Fiera, con le sue opere dedicate a Jonny Boy, figura cartoon che incarna l’eterna giovinezza. Insieme allo chef Aleandro Polenti, artista e curatore, hanno preparato uno speciale sandwich colorato. Chiuderà Giuseppe Veneziano a Venezia, in una location ancora segreta.
Cosa significa tutto questo per il futuro dell’arte contemporanea? Che il pubblico non vuole più essere spettatore passivo, ma partecipe di un’esperienza totalizzante. Pop Bites risponde a questa esigenza con una formula che fa della condivisione il proprio manifesto, recuperando quella dimensione ludica e critica insieme che il Neo Pop porta nel suo Dna. E lo fa con il linguaggio più universale che esista: quello del cibo, da sempre collante sociale e veicolo di significati. Un esperimento che, se funzionerà, potrebbe aprire scenari nuovi per la fruizione culturale in Italia.
