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Malen da pazzi, rimpianto Roma

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La Roma guarda il Maradona negli occhi, ma lo specchio restituisce ancora un’immagine incompleta. Finisce 2-2 contro il Napoli di Conte, un pareggio che racconta bene limiti e meriti dei giallorossi: personalità, organizzazione e spirito, ma anche l’incapacità – ormai cronica – di chiudere gli scontri diretti.

Due volte avanti, due volte ripresa. Contro un Napoli ferito ma mai domo. E soprattutto contro un destino che, quando le partite pesano, chiede sempre qualcosa in più. A comandare la serata sono le assenze. Tante, troppe. Conte deve rinunciare a Di Lorenzo, Anguissa, McTominay, De Bruyne e Neres. Gasperini risponde con un elenco altrettanto lungo: Hermoso, Koné, Dybala, El Shaarawy, Ferguson e Dovbyk. Il talento cala, lo spettacolo pure. Ma la partita resta vera, nervosa, intermittente, a tratti vibrante.

La Roma parte fortissimo e colpisce subito. L’asse del mercato di gennaio funziona: guizzo di Zaragoza, destro secco di Donyell Malen. È la Roma che Gasperini vuole: aggressiva, verticale, cattiva. Per lunghi tratti i giallorossi tengono il campo con ordine, ma vengono puniti dal solito peccato capitale: una conclusione da fuori deviata che cambia tutto. Segna Spinazzola, l’ex della serata, con la complicità di Pisilli. L’esultanza è vistosa, il fastidio pure.

Nella ripresa Gasperini prova la carta Soulé, ma la pubalgia è una zavorra evidente: l’argentino non incide, fatica, si accende a intermittenza. Il Napoli spinge di più, senza però creare troppe occasioni. E quando la Roma rialza la testa, colpisce ancora.

Malen si reinventa assist-man, facendo quello che andrebbe fatto: attaccare lo spazio sulla corsa di Wesley. Il brasiliano entra in area a tutta birra, Rrahmani lo stende: rigore solare. Dal dischetto va Malen, con una personalità non scontata contro un para-rigori come Milinković-Savić. 2-1 Roma, di nuovo avanti.

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Ma da lì in poi emerge il limite strutturale del momento. Gasperini guarda la panchina e pesca solo giovanissimi: Venturino e Vaz. Il primo acerbo, il secondo poco incisivo. Anche El Aynaoui entra male, stranamente inconsistente. Dall’altra parte, invece, Conte pesca il jolly: Alisson Santos attacca la fascia, mette in difficoltà Mancini e Celik e trova il gol del definitivo 2-2.

Il rimpianto del doppio vantaggio non sfruttato resta, ma alla fine il risultato è positivo per entrambi. La Roma porta via un punto pesante da un campo storicamente ostile contro i campioni d’Italia in carica. Il Napoli evita l’aggancio, resta a +3 e rimane in posizione di vantaggio in una corsa Champions che lo riguarda pienamente. Dietro, però, occhio all’Atalanta di Palladino, che risale pericolosamente la classifica e ora è a soli cinque punti dai giallorossi.

La bagarre è totale. E la verità è semplice, anche se scomoda: questa Roma, così com’è, lotta. Ma per fare il salto serve ritrovare uomini. Recuperare gli infortunati sarà il prossimo step decisivo. Ma intanto l’infermeria continua ad affollarsi: ora Gasperini è in apprensione per Wesley, uscito dal campo con la caviglia gonfia e il timore concreto di un altro stop pesante.

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Giallorossi.net – Andrea Fiorini

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