Due tentati rapimenti di bambini in pochi giorni: è allarme sicurezza in Italia
L’incubo si è materializzato in pochi secondi, nello spazio che separa l’uscita di un supermercato dalla normalità di una giornata qualunque. Oppure davanti al cancello di una scuola dell’infanzia, mentre le maestre preparano i bambini per tornare a casa. Una serie di episodi inquietanti sta attraversando l’Italia negli ultimi giorni, un brivido collettivo che solleva domande sulla sicurezza dei più piccoli e sui pericoli invisibili che si annidano nei gesti più quotidiani, come fare la spesa o andare a scuola.
Il predatore silenzioso a Bergamo
Sabato 14 febbraio, all’uscita dell’Esselunga di via Corridoni a Bergamo, Laura tiene per mano sua figlia di un anno e mezzo quando uno sconosciuto afferra la bambina per le gambe, sollevandola e facendola roteare. La madre, eroica, non molla la presa sul busto della piccola, urla, chiede aiuto. Il padre Matteo e altri clienti si gettano sull’aggressore, un cittadino romeno di 47 anni, incensurato e senza fissa dimora. La piccola si salva, ma il danno ormai è fatto: ha riportato la frattura del femore destro, un mese di gesso davanti a sé e (presumibilmente) uno spavento stampato negli occhi per lungo tempo.
«È stata una frazione di secondo», racconta Matteo, il padre della bambina, al Tg1, «pensavo si stesse legando i lacci delle scarpe. Invece ha preso mia figlia sollevandola verso l’alto». L’uomo, che non parla italiano e sul quale sono in corso accertamenti psichiatrici, è stato arrestato per tentato sequestro di persona aggravato (data l’età della vittima) e lesioni aggravate.
Le false babysitter di Roma
A Roma, il pericolo ha assunto invece il volto della normalità scolastica. Mercoledì 11 febbraio, una donna si è presentata alla scuola dell’infanzia Oberdan, in largo Ravizza (nel quartiere Monteverde), sostenendo di essere la babysitter di una bambina di tre anni. Aveva persino una foto della piccola sul cellulare. Ma le insegnanti, che non l’avevano mai vista prima, si sono insospettite, e hanno chiesto la delega dei genitori. La donna ha mostrato quindi nervosismo, fingendo di non capire. E quando i genitori sono stati contattati, la risposta è stata netta: «Non abbiamo incaricato nessuno». La finta babysitter è riuscita a dileguarsi prima dell’arrivo della polizia.
Un precedente risale al settembre scorso, a Montesacro, dove una coppia si presentò per prelevare un bambino senza essere tra i delegati. Stesso modus operandi, stesso epilogo.
Le dichiarazioni a seguito dei tentati rapimenti
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara si è congratulato con le insegnanti della Oberdan per «la prontezza e il grande senso di responsabilità dimostrati», ricordando che la normativa esclude l’uscita autonoma per i bambini dell’infanzia. Anche la vicepresidente della Commissione Scuola di Roma Capitale, Rachele Mussolini, ha definito gli episodi «un segnale d’allarme inquietante». A Bergamo, infine, il sindaco Elena Carnevali ha espresso vicinanza alla famiglia colpita, parlando di «un contesto più ampio in cui registriamo un aumento delle situazioni di fragilità e disagio sociale».
Come ha dichiarato il dirigente della Squadra Mobile di Bergamo, Marco Cadeddu, «l’episodio ha messo in luce un sistema che ha funzionato in termini di sicurezza». Una domanda sorge spontanea: fino a quando la prontezza delle maestre e il coraggio di una madre potranno bastare a proteggere la fragile innocenza dei bambini?
