Pet economy: spesa record da 6,7 miliardi, +76% in dieci anni. Cresce più dei consumi delle famiglie
La pet economy in Italia corre più veloce dei consumi delle famiglie in Italia. In vista del 17 febbraio, Giornata nazionale del gatto, i dati diffusi da Confartigianato fotografano un settore che negli ultimi dieci anni ha registrato una crescita del 76%, portando la spesa complessiva per prodotti e servizi per gli animali da compagnia a 6,7 miliardi di euro. Numeri che raccontano una trasformazione sociale, oltre una famiglia su tre vive con un pet, e un fenomeno economico strutturale che genera occupazione e nuova imprenditorialità diffusa in tutto il Paese
Pet economy in Italia: spesa record da 6,7 miliardi e +76% in dieci anni
Nel 2024 la spesa degli italiani per gli animali domestici ha raggiunto 6.747 milioni di euro, con un incremento del 76% rispetto a dieci anni fa. Un dato che fa riflettere, se paragonato con l’andamento dei consumi delle famiglie che, nello stesso decennio, è cresciuto del 9,4%. La pet economy è ormai una voce stabile e rilevante nei bilanci familiari. Si concentra soprattutto sui prodotti: l’80,3% del totale, che significa 5.415 milioni di euro, è destinato ad alimenti, farmaci veterinari, articoli per la toelettatura e accessori. Il restante 19,7% (1.332 milioni di euro) riguarda invece i servizi, tra cui cure veterinarie, toelettatura, addestramento e ospitalità.
Oggi sono 10 milioni le famiglie italiane, il 37,7% del totale (dieci anni fa erano il 36,2%), che hanno almeno un animale domestico. Nelle case degli italiani vivono complessivamente 25,5 milioni di animali da compagnia.
Imprese artigiane e occupazione: 3.440 attività attive nel settore
Più animali d’affezione nelle case e più spesa da parte delle famiglie vogliono dire contemporaneamente sviluppo imprenditoriale e occupazionale. Secondo Confartigianato sono 3.440 le imprese artigiane attive nei servizi di cura degli animali da compagnia, oltre la metà (59%) delle 5.826 imprese complessive del comparto. Queste realtà danno lavoro a 4.231 lavoratori, oltre la metà degli occupati del settore (53,9% su un totale di 7.848).
E aldilà dei numeri è significativo il ritmo di espansione. Su base annua le imprese artigiane crescono del 5,2%, mentre se si guarda all’ultimo decennio sono quasi raddoppiate (+ 92,3%). E in alcune Regioni il fenomeno è ancora più marcato. Piemonte, Puglia e Lazio registrano incrementi superiori alla media nazionale. A livello provinciale ci sono esempi ben oltre quel +5,2% nazionale. È il Caso di Bergamo (+13,8%), Torino (+13,6%), Verona (+8,9%), Lecce (+8,0%) e Brescia (+7,9%), mentre Bologna (-1,5%) e Vicenza (-4,0%) risultano in flessione. E sui dieci anni ci sono addirittura crescite a tripla cifra come Brescia (+186,8%), Venezia (+184,2%), Bergamo (+182,9%), Napoli (+139,1%) e Verona (+132,4%).
Le regioni dove si spende di più e quanto costa mantenere un cane o un gatto
La mappa della spesa per la pet economy vede in testa la Lombardia, con 1.396 milioni di euro (20,7% del totale nazionale), seguita dal Lazio con 882 milioni (13,1%), dal Veneto con 652 milioni (9,7%), dall’Emilia-Romagna con 629 milioni (9,3%), dal Piemonte con 616 milioni (9,1%) e dalla Toscana con 552 milioni (8,2%). Queste sei regioni concentrano complessivamente il 70,1% della spesa nazionale. Guardando le province è Roma a dominare (662 milioni di euro, quasi il 10% del totale), seguita da Milano (481 milioni, il 7,1% del totale) e Torino (325 milioni, 4,8%).
Ma quanto costa oggi mantenere un animale domestico? Un’indagine recente di Facile.it stima che nel 2025 mantenere un gatto significhi spendere 767 euro l’anno, mentre per un cane si sale a 1.263 euro. Negli ultimi dodici mesi i costi sono aumentati in media di 149 euro ad animale, anche a causa delle spese veterinarie impreviste che hanno coinvolto circa 4,1 milioni di proprietari, con esborsi superiori ai 500 euro.
