ORAZIO RUSSO: la “benedizione” di Paolo Rossi ed il sogno rossazzurro di un grande talento catanese
“Orazio è rapido e col fiuto della porta. Sui campi di calcio non se ne vedono molti come lui; farà certamente strada”. Parole di un certo Paolo Rossi, campione del mondo e pallone d’oro venuto a mancare nel 2020, risalenti agli anni ’90 con riferimento alle doti calcistiche di Orazio Russo. In quel periodo storico il Catania fu costretto a ripartire dal fondo delle serie calcistiche italiane, nonostante il tentativo di Massimino di salvare il club dalla radiazione. Il club rossazzurro si ritrovò senza il parco giocatori, compreso Orazio che, tra l’altro, a detta di tutti rimane uno dei migliori talenti catanesi della storia.
A 20 anni passò dalla Serie C1 al massimo campionato. Lo volle il Lecce di Nedo Sonetti, esordendo alla prima giornata contro il Milan di Fabio Capello. Russo entrò al posto di Barollo. “Sì, entrai a mezz’ora dalla fine: mi marcava Paolo Maldini. Qualche palla, devo dire, sono riuscito a toccarla: solo qualcuna però”, sorrise Russo mentre ripercorreva, qualche anno fa, il giorno del suo debuto in un’intervista a GOAL Italia.
I suoi primi gol in Serie A arrivarono, invece, al cospetto dell’Atalanta di Francesco Guidolin: in difesa c’era Montero, in attacco Ganz. Tra i salentini di Sonetti giocarono Baldieri e Russo in attacco. Ganz ci mise un quarto d’ora a segnare la rete del vantaggio, prima del cartellino rosso a Montero per un fallo da dietro al 40’. Strada spianata: Russo segnò il primo gol della sua carriera in Serie A al rientro dagli spogliatoi, completando l’opera all’80’, con una doppietta che fissava il punteggio sul 5-1. Un sogno sia per lui che per i giallorossi, che da Rai Sport vennero definiti “risorti dalle proprie ceneri”. Non un caso da poco, questo, considerando la provenienza di Russo e la storia di Catania. “È stata la sensazione più strana della mia vita: dopo la partita abbiamo aspettato 90° Minuto sulla Rai, alle 18:30. Vedere la copertina con scritto ‘Russo’ è stata una grande emozione”, spiegò Orazio Russo.
I giorni più significativi e intensi, però, Russo li ha vissuti con la maglia del Catania. Tre in particolare: il gol che ha definito “il più bello della mia carriera” contro il Vicenza, il giorno della storica promozione in Serie A contro l’Albinoleffe dopo 23 anni e l’ultima apparizione in rossazzurro all’età di 36 anni in A che segnò la perfetta chiusura del cerchio. “È stato il giorno più bello della mia carriera: smettere giocando una partita in A con il Catania… altre squadre mi chiamarono, dopo, perché comunque avrei potuto continuare, ma dopo aver chiuso in quel modo non avrei potuto scegliere nessun’altra destinazione”, spiegò a GOAL Italia. Perchè rappresentare i colori sociali del Catania è sempre stato il suo sogno. La sua vita.
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VIDEO: Orazio Russo racconta Catania-Albinoleffe
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