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Decreto bollette 2026: 90 euro extra per chi ha il bonus sociale e nuovi aiuti fino a ISEE 25.000 euro

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Decreto bollette 2026: 90 euro extra per chi ha il bonus sociale e nuovi aiuti fino a ISEE 25.000 euro

Nuove misure in arrivo contro il caro-energia. Il Consiglio dei ministri convocato per il 18 febbraio dovrebbe approvare un decreto legge con contributi straordinari su luce e gas, pensati per alleggerire il peso delle bollette sulle famiglie.

Tra aiuti una tantum e interventi sul mercato del gas, il provvedimento punta ad ampliare la platea dei beneficiari. Ma le associazioni dei consumatori parlano già di misure insufficienti e prive di una strategia strutturale.

Bonus straordinario da 90 euro per chi già riceve il bonus sociale

La misura principale prevede un contributo straordinario di 90 euro destinato alle famiglie titolari del bonus sociale per l’energia elettrica.

Si tratta di:

  • uno sconto una tantum
  • finanziato con uno stanziamento da 315 milioni di euro
  • riconosciuto direttamente in bolletta

Il contributo andrà quindi ad aggiungersi al bonus sociale ordinario già previsto per chi ha un ISEE molto basso (fino a 9.796 euro, o 20.000 euro per famiglie numerose).

Nuovo aiuto per famiglie con ISEE fino a 25.000 euro

La novità più rilevante riguarda però le famiglie escluse finora dal bonus sociale.

Per il 2026 e il 2027 è previsto un secondo contributo per i nuclei con ISEE inferiore a 25.000 euro che non percepiscono il bonus sociale.

Il contributo coprirà la componente “Prezzo Energia” dei consumi del primo bimestre dell’anno, a condizione che:

  • i consumi del bimestre non superino 0,5 MWh
  • i consumi dei 12 mesi precedenti siano inferiori a 3 MWh

L’obiettivo è limitare il beneficio a nuclei con profili di consumo moderati, ampliando comunque la platea rispetto alle soglie tradizionali.

Interventi anche sul mercato del gas nel decreto bollette 2026

Il decreto non si limita ai contributi diretti. Tra le misure inserite nella bozza compare anche l’introduzione di aste di gas a prezzo mediato, con uno stanziamento fino a 200 milioni di euro.

L’obiettivo è:

  • aumentare l’offerta
  • ridurre la volatilità dei prezzi all’ingrosso
  • favorire maggiore concorrenza e trasparenza

Si tratta di un intervento che punta a incidere sul meccanismo di formazione dei prezzi, oggi fortemente influenzato dal gas.

Cosa cambia concretamente per le famiglie

Se il decreto verrà approvato nella forma attuale:

  • i titolari del bonus sociale elettrico riceveranno 90 euro extra
  • le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro potranno accedere a un contributo legato ai consumi del primo bimestre
  • saranno introdotti limiti di consumo per ottenere il beneficio
  • verrà avviato un intervento sul mercato del gas per ridurre il prezzo all’ingrosso

Le critiche delle associazioni dei consumatori

Nonostante l’obiettivo dichiarato di contrastare il caro-bollette, diverse associazioni hanno espresso forti perplessità.

Il Codacons parla di misure di breve periodo e di un bonus da 90 euro definito “un palliativo già visto”, destinato solo alle famiglie con ISEE molto basso che già percepiscono il bonus sociale.

Secondo l’associazione:

  • il contributo per ISEE sotto 25.000 euro sarebbe su base volontaria da parte dei venditori
  • alcune misure lascerebbero ampia discrezionalità agli operatori
  • non viene affrontato il nodo dell’eccessiva tassazione sulle bollette

Anche l’Unione Nazionale Consumatori giudica il provvedimento insufficiente e privo di una riforma strutturale.

Le stime di risparmio: famiglie e imprese

Unimpresa offre una lettura più tecnica degli effetti attesi.

Per una famiglia tipo con consumi medi di 2.700 kWh annui, una riduzione del prezzo dell’elettricità tra 12 e 18 euro per megawattora si tradurrebbe in un risparmio compreso tra 30 e 50 euro l’anno.

Su circa 26 milioni di utenze domestiche, l’impatto complessivo oscillerebbe tra 800 milioni e 1,3 miliardi di euro.

Per le imprese l’effetto sarebbe più marcato:

  • 100 MWh annui: risparmio tra 1.200 e 1.800 euro
  • 500 MWh: tra 6.000 e 9.000 euro
  • 1.000 MWh: tra 12.000 e 18.000 euro

Su scala nazionale, il vantaggio stimato per il sistema produttivo sarebbe tra 2 e 2,7 miliardi di euro.

Il nodo del sistema marginalista

Il meccanismo su cui interviene il decreto è quello marginalista europeo, secondo cui il prezzo dell’elettricità viene determinato dalla fonte più costosa necessaria a coprire la domanda. In Italia, per circa il 70% del tempo, è il gas a fissare il prezzo.

Secondo Unimpresa, rimuovendo circa 7 euro al megawattora di oneri di trasporto e 25-30 euro legati all’Ets dal costo del metano per le centrali termoelettriche, si abbasserebbe il prezzo della fonte marginale e quindi dell’intera produzione elettrica, incluse le rinnovabili.

Gli stessi oneri verrebbero poi redistribuiti in bolletta, ma con un effetto netto stimato positivo per famiglie e imprese.

Un intervento tampone o svolta strutturale?

Il decreto bollette 2026 si muove dunque su due fronti: aiuti immediati per le famiglie e tentativo di intervenire sui meccanismi di formazione dei prezzi.

Resta però il dubbio sollevato dai consumatori: si tratta di un intervento strutturale contro il caro-energia o dell’ennesimo correttivo temporaneo destinato a esaurirsi nel giro di pochi mesi?

La risposta arriverà solo dopo l’approvazione definitiva del provvedimento e la verifica concreta degli effetti in bolletta.

L'articolo Decreto bollette 2026: 90 euro extra per chi ha il bonus sociale e nuovi aiuti fino a ISEE 25.000 euro proviene da Termometro Politico.















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