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Inquinamento acustico da aerei, non solo l’udito: chi vive vicino agli scali rischia insonnia e ipertensione

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Anche usando semplicemente l’intuito, si può immaginare che 38,2 milioni di voli – tanti sono stati a livello mondiale nel 2024, con un aumento del traffico internazionale del 13,6% rispetto al 2024 e di 5,7% dei voli nazionali, secondo i dati dell’International Air Transport Association – un impatto a livello acustico dovranno pur averlo. Ma perché si agisca a tutela delle persone occorrono studi che dimostrino gli effetti sulle persone. Questo è stato l’intento del gruppo di lavoro formato da Maria Grazia Petronio, Elisabetta Chellini, Antonella Litta, di ISDE (Medici per l’Ambiente) Italia, che ha da poco rilasciato lo studio “Inquinamento acustico da trasporto aereo”. Uno studio che fa il punto di tutte le pubblicazione sul tema.

Gli effetti più gravi: ipertensione e danni cardiovascolari

Secondo l’European Union Aviation Safety Agency, nei 98 principali aeroporti europei sono 3,4 milioni le persone esposte a livello di rumore di 55 decibel Lden (misura calcolata sulle 24 ore) e 1,6 milioni di persone sono esposte a più di 50 eventi giornalieri di rumore superiori a 70 decibel. Occorre considerare che, come spiega il rapporto finale dello studio “Night noise guidelines for Europe”, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), fino a 30 decibel non si osservano sostanziali effetti biologici; tra 30 e 40 aumentano movimenti del corpo, risvegli, disturbi del sonno; tra i 40 e i 55 decibel c’è un marcato aumento degli effetti negativi, che colpiscono severamente i gruppi vulnerabili; sopra i 55 decibel la situazione è considerata pericolosa a livello di salute pubblica e il sistema cardiovascolare comincia ad essere sotto stress. Secondo la WHO, “la popolazione non dovrebbe essere esposta a livello che superano i 30 decibel durante la notte”.

Un progetto internazionale finanziato dalla Comunità Europea su una selezione di 6.000 persone vicino a 6 maggiori aeroporti italiani tra cui Milano Malpensa – ha consentito di rilevare l’associazione tra ipertensione arteriosa e rumore aeroportuale, con un aumento del 10% per ogni incremento di 10 decibel nei livelli di rumore. Un altro studio ha sottolineato il rischio di patologie cardiovascolari, insonnia, disturbi del sistema endocrino, del sistema digestivo e dell’udito nelle persone che subiscono inquinamento acustico.

Il caso italiano: tanti aeroporti e forte esposizione

Sul territorio italiano sono dislocati oltre 100 aeroporti civili e militari, il 70% all’interno di contesti urbani (assumendo la distanza massima di 10 km dal centro). Secondo il documento dell’European Environment Agency, tra i Paesi con maggiore percentuali di persone esposte con valori superiori a 55 decibel Lden vi è anche l’Italia, poi Belgio, Lussemburgo, Malta e Portogallo.

Interessante uno studio promosso dalla ASL di Varese, che ha coinvolto 92 medici di medicina generale e 932 donne casalinghe tra i 18 e i 64 anni, residenti nell’area A di impatto acustico maggiore, esposte a valori di 60-64 decibel; nell’area B, con livello intermedi di impatto acustico e nell’area C, al di fuori delle rotte di atterraggio e decollo. Il rumore è risultato causa di fastidio e disturbo anche di notte per il 98% delle donne dell’area A, contro 73 dell’area intermedia e 38 dell’area C. Sonno insoddisfatto, risvegli notturni, stato d’ansia e parole mal percepite erano i disturbi riferiti da A, e presenza di cefalee, allergia e nevrosi ansiosa in A e B con aumento della prescrizione di farmaci ansiolitici ipnotici e antidepressivi.

Il progetto SERA (Studio sugli effetti del Rumore Aeroportuale) è stato il primo network che ha valutato gli effetti del rumore e dell’inquinamento atmosferico tra i residenti nei pressi di sei aeroporti: Torino-Caselle, Pisa-San Giusto, Venezia-Tessera, Milano Linate, Malpena, Roma-Ciampino. Sono stati considerati 73.272 residenti cioè 76,3% esposti a rumore superiore a 55 decibel, 16.562 tra i 60 e i 65, 795 tra i 65 e i 70. In un anno, livelli di rumore aeroportuale maggiori di 55 decibel hanno causato 4.607 casi addizionati di ipertensione, 3,4 casi di infarto miocardico acuto, fastidio in 9.789 persone e disturbi del sonno in 5.084 soggetti.

Secondo la ricerca CRISTAL realizzata dall’ARPA su mandato della regione Lazio, le persone residenti nei Comuni di Ciampino, Marino e X Municipio sono sottoposte a livelli di inquinamento acustico da traffico aereo estremamente preoccupanti.

Gli effetti sui bambini: aumentano le difficoltà di apprendimento

Molto allarmanti anche le conseguenze del rumore su bambini e adolescenti. Lo studio Health Effects of Noise Exposure in Children ha evidenziato un effetto sulle capacità neurocognitive, di lettura e memoria, iperattività, danni uditivi, disturbi del sonno e ipertensione.

Uno studio sugli effetti sulla salute dei bambini di Ciampino e Marino, condotto su 700 bambini di età 9-11, ha evidenziato una associazione tra rumore ambientale esterno delle scuole, difetti nella discriminazione uditiva dei bambini ma soprattutto difetti delle capacità di apprendimento.

Secondo l’Oms, i livelli di rumore prodotti dagli aeromobili durante la notte andrebbero ridotti sotto i 40 decibel Lnight. Il problema è che assai complicato rendere meno rumorosi gli aeromobili in atterraggio e decollo. Ciò che si può fare, mentre si prova a lavorare per una riduzione del rumore, conclude il gruppo di lavoro ISDE, è non consentire la realizzazione di nuovi aeroporti. Né, tantomeno, l’ampliamento di quelli esistenti.

L'articolo Inquinamento acustico da aerei, non solo l’udito: chi vive vicino agli scali rischia insonnia e ipertensione proviene da Il Fatto Quotidiano.















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