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La cabinovia fantasma di Socrepes finisce su Rai 2: “Perché un’opera che serve oggi arriverà domani?”

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La controversa e contestata cabinovia di Socrepes fa scandalo perfino su Rai 2, durante la diretta sportiva che arriva dal campo di gara della pista Olympia, ai piedi delle Tofane. Durante una telecronaca di qualche giorno fa il commentatore Enrico Cattaneo aveva giustificato lo scarso pubblico presente con la mancata costruzione dell’impianto di risalita che da località Apollonio avrebbe dovuto portare in quota gli spettatori, per assistere alle discese delle atlete di sci alpino femminile. La frase non è passata inosservata, anche perché ha colto una delle contraddizioni della fase preparatoria, da cui era sorta una polemica tra Fondazione Milano Cortina 2026, presieduta da Giovanni Malagò, e Società Infrastrutture (Simico) che ha come commissario straordinario l’architetto Fabio Massimo Saldini.

Da una parte, il Comitato organizzatore voleva poter vendere il maggior numero di biglietti possibile, dall’altra la società che fa capo al ministro Matteo Salvini era impegnata a completare la cabinovia che avrebbe assicurato il trasporto fino a Socrepes di 2.400 persone all’ora. Invece è ancora un’incompiuta. Il telecronista Cattaneo non aveva fatto altro che ricordarlo prima di uno degli slalom. L’assenza di spettatori, accompagnata dal caro prezzi, era stata rimarcata perfino da Sofia Goggia, abituata a un pubblico ben più numeroso durante le gare di Coppa del Mondo.

Nello spezzone della diretta del 18 febbraio, si sente il giornalista ribadire la circostanza, per spiegare il mancato pienone di spettatori. Aggiunge che Giovanni Malagò aveva definito la cabinovia “indispensabile” per il raggiungimento dell’obiettivo. E continua: “Ieri mi ha chiamato l’architetto Saldini, commissario della Simico, e mi ha detto: ‘Guardi che non era previsto nel contratto che fosse finita per le Olimpiadi e neppure lo prevedeva il decreto del consiglio dei ministri”. Di fronte a questa precisazione Cattaneo commenta: “D’accordo, ci sono dei buchi, i biglietti saranno cari, mancano i bus che da sotto portano su in pista, ma la domanda che faccio è: ‘Perché un’opera che serve oggi arriverà domani?’”.

La domanda centra il problema e le polemiche sviluppate nell’ultimo anno. A gennaio 2025 Andrea Varnier, amministratore delegato di Fondazione Milano Cortina, aveva dichiarato: “Senza l’impianto di Socrepes cambia tutta la configurazione operativa della zona Tofane. Per noi sarebbe un danno molto grande, economico e di immagine, vorrebbe dire ridurre di molto gli spettatori”. Per questo Simico e la Regione Veneto avevano accelerato per realizzare l’impianto, inizialmente inserito in un project-financing di collegamento dei versanti Faloria-Tofane, anche con un tapis roulant per attraversare il centro di Cortina. A primavera l’appalto era stato sdoppiato: 105 milioni di euro del partenariato pubblico-privato da realizzare dopo le Olimpiadi, 35 milioni di soldi pubblici per il nuovo impianto a fune, che diventava così uno stralcio funzionale dell’opera.

L’obiettivo, dichiarato nel bando, era che la cabinovia fosse “a servizio delle venues di gara”, per trasportare gli spettatori. Un comunicato Simico (8 luglio 2025) recita: “Il nuovo impianto a fune Apollonio-Socrepes si farà. Concluse le trattative, sono stati affidati i lavori. Il Commissario di Governo, Arch. Fabio Massimo Saldini annuncia la conclusione della procedura negoziata con l’affidamento dei lavori ad una Associazione Temporanea di Imprese costituita da Graffer, Dolomiti Strade ed Ecoedile”.Conteneva una dichiarazione di Saldini: “Dopo lo Sliding Centre, anche questa sembrava un’opera impossibile tra ricorsi, fughe di notizie e gare deserte. Grazie a una sinergia e a un lavoro di squadra straordinario che ci ha visti impegnati letteralmente giorno e notte, costruiremo la cabinovia Apollonio-Socrepes entro i Giochi 2026. Rimarrà una legacy straordinaria per tutto il territorio ampezzano”.

Dopo di allora gli squilli di tromba si erano progressivamente affievoliti. Ma ancora il 3 dicembre scorso Saldini assicurava: “È arrivato il nulla osta tecnico da parte di ANSFISA (l’Autorità per le Ferrovie e le Infrastrutture, ndr). Lavoriamo duramente per arrivare a completare l’impianto entro la fine di dicembre e procedere quindi con il collaudo entro fine gennaio”. Dicembre si è concluso senza completamento della cabinovia. Fine gennaio è arrivata senza collaudo. Le gare di sci alpino olimpiche sono finite, senza che la cabinovia sia pronta.

L'articolo La cabinovia fantasma di Socrepes finisce su Rai 2: “Perché un’opera che serve oggi arriverà domani?” proviene da Il Fatto Quotidiano.















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