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Il 24 e 25 maggio 106mila pavesi alle urne per eleggere i sindaci

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PAVIA. Dopo una attesa che si è prolungata per mesi, il ministero dell’interno ha sciolto le riserve. Le elezioni amministrative si svolgeranno domenica 24 e lunedì 25 maggio per il primo turno (per i centri sopra i 15mila residenti) o turno unico (per i paesi sotto i 15mila abitanti). Nei centri dove potrebbe esserci il ballottaggio, la seconda tornata è prevista per il 7 e 8 giugno.


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I centri al voto

In provincia di Pavia, saranno chiamati al voto circa 106mila elettori in 11 centri: i Comuni che non sono stati commissariati, quindi tutti tranne Mortara, Gravellona e Battuda, avevano votato nell’autunno 2020 in pieno Covid dopo il rinvio delle elezioni previste per la primavera precedente in piena pandemia. Proprio quello slittamento ha fatto sì che si torni al voto a 5 anni e mezzo di distanza, invece dei cinque canonici.

È atteso un elevato di numero votanti visto che devono rinnovare il sindaco e il consiglio comunale tre dei quattro più popolosi centri della provincia. Tolto il capoluogo Pavia, che ha votato al 2024 e tornerà al voto (salvo imprevisti) nel 2029, saranno chiamati alle urne i cittadini e le cittadine di Vigevano, Voghera e Mortara. Rispettivamente seconda, terza e quarta città della provincia per popolazione. Al voto anche altri 8 centri in ordine di popolazione sono Miradolo Terme (uscente Michela Callegari della Lega), Vellezzo Bellini (uscente Graziano Boriotti, civica Agorà) Gravellona (municipio commissariato), Pieve del Cairo (uscente Niccolò Capittini, civica Pieve al Centro), Vistarino (uscente Enrica Boschetti, Vistarino C’è): potenzialmente tutti gli uscenti possono ricandidarsi in base alle legge attuale. Al voto anche tre piccoli centri sotto i mille abitanti, anche in questo caso i sindaci uscenti possono ricandidarsi si tratta di Battuda (municipio commissariato), Pizzale (uscente Gaetano De Angelis, Noi per Piazzale) e Silvano Pietra (uscente Paolo Mutti, Noi per Silvano). Se nei piccoli centri hanno prevalenze le liste civiche, seppur in alcuni casi con candidati di bandiera politica, diverso è il discorso per i tre centri principali al voto dove si gioca anche una partita sullo scacchiere politico provinciale.

La partita politica

Vigevano e Voghera avevano votato nell’autunno 2020, mentre è stata commissariata nel settembre scorso dopo la morte del sindaco Ettore Gerosa e la successiva sfiducia alla sua vice Laura Gardella. Si tratta di centri tutti amministrati dal centro destra, ma non senza divisioni che dovranno essere chiarite in queste settimane. Se a Voghera il centro destra punta unito sul bis di Paola Garlaschelli, eletta quando era della Lega e poi passata a Fratelli d’Italia, diverso è il discorso di Vigevano e Mortara. Nella città ducale il sindaco uscente Andrea Ceffa, coinvolto in guai giudiziari per una presunta corruzione di una consigliera comunale per mantenere salda la maggioranza, non è più gradito all’intera coalizione anche se la Lega, il suo partito, punterebbe ancora su di lui. A Mortara invece l’ultima consiliatura vedeva Fratelli d’Italia al governo, con Lega e Forza Italia all’opposizione: una frattura che non sembra ricomposta.















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