Le carriere di Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer a confronto: l’oro olimpico fa pendere la bilancia
Dorothea Wierer ha concluso la propria carriera con il quinto posto nella mass start delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, lottando strenuamente per una medaglia nell’ultima gara andata in scena sulle sue nevi di Anterselva. Da padrona di casa ha tentato la magia per appendere arma e sci al chiodo dopo un ulteriore ruggito, ma la favola non si è purtroppo compiuta nell’apparizione che fa calare il sipario sulla vita agonistica di una delle biathlete di punta nella storia del movimento tricolore.
La fuoriclasse altoatesina ha avuto un grosso merito: contribuire ad aumentare la visibilità del biathlon alle nostre latitudini, rendendola indubbiamente una disciplina più mediatica rispetto a quella che era tre lustri fa. Il suo avvento ai piani alti del panorama globale ha incrementato l’interesse attorno a questo sport, generando un vortice di passione e di curiosità, uscendo un po’ dalla nicchia di appassionati e diventando un caso di studio a livello mediatico.
Sono passati più di dieci anni dalla sua prima vittoria in Coppa del Mondo (l’individuale di Oestersund il 3 dicembre 2015), nel mezzo altri tredici successi in specialità individuali nel massimo circuito internazionale itinerante, due Sfere di Cristallo generali (prima italiana capace di alzare al cielo il trofeo, con l’accoppiata 2019-2020), quattro ori ai Mondiali (mass start di Oestersund 2019, inseguimento e individuale di Anterselva 2020, staffetta femminile di Oberhof 2023) e quattro medaglie ai Giochi (l’argento in staffetta mista ormai due settimane fa, i bronzi nelle miste di Sochi 2014 e PyeongChang 2018, la sprint di Pechino 2022).
Un palmares indubbiamente sontuoso e degno di nota, risultato di una carriera longeva (spegnerà 36 candeline il prossimo 3 aprile) e tutt’altro che ordinaria. A Milano Cortina 2026, però, è stata Lisa Vittozzi a scrivere un’autentica pagina di storia, diventando la prima italiana (uomo o donna non fa differenza) a conquistare la medaglia d’oro alle Olimpiadi nel biathlon: il memorabile venti su venti nell’inseguimento ha consacrato la sappadina all’immortalità sportiva, a suggellare un palmares già di spessore, in cui prima del sigillo a cinque cerchi campeggiavano la Coppa del Mondo generale conquista nel 2023 e due ori ai Mondiali (staffetta femminile nel 2023 e individuale a Nove Mesto 2024), oltre ai due allori olimpici nelle miste.
Dorothea Wierer ha portato a casa due titoli iridati e una Sfera di Cristallo in più, ma Lisa Vittozzi ha fatto risuonare l’Inno di Mameli nel contesto multisportivo per eccellenza e l’oro messo al collo domenica 15 febbraio 2026 ha un peso specifico enorme che potrebbe fare pendere il peso della bilancia in favore della 31enne, la cui carriera proseguirà ancora per qualche stagione.
