Rogoredo, Travaglio a La7: “In quale paese civile un vicepremier decide chi è innocente mezz’ora dopo il fatto?”. Scontro con Bolloli
Botta e risposta a Otto e mezzo (La7) tra Brunella Bolloli, firma di Libero, e Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, sul caso Rogoredo e sul nuovo decreto sicurezza del governo Meloni.
Bolloli attacca l’opposizione: “È la sinistra che sta utilizzando il caso di Rogoredo per dire no ai decreti sicurezza e per dire no a una tutela legale della polizia, perché per un poliziotto ‘mela marcia’, come questo Cinturrino, ci sono tantissimi altri poliziotti che compiono il proprio lavoro e che vengono insultati, denigrati, massacrati nelle manifestazioni”.
“Non capisco – replica sconcertato Travaglio – Ricordo che 37 minuti dopo lo sparo da parte del poliziotto Cinturrino allo spacciatore marocchino, Salvini aveva già emesso la sentenza: innocente il poliziotto perché si trattava di legittima difesa, inaudita l’iniziativa del pm di indagare. Dopodiché, meno male che il pm non ha dato retta a Salvini e ha indagato, perché ancora non siamo col governo che comanda sulle procure“.
E puntualizza: “L’indagine la deve fare la magistratura senza che il vicepresidente del consiglio si pronunci sulla soluzione o sulla colpevolezza di chicchessia, perché non ha la più pallida idea di ciò di cui sta parlando. Oggi hanno condannato l’assessore leghista di Voghera, che sosteneva di essersi difeso da un clochard marocchino ubriaco, ma poi le telecamere l’hanno ripreso che lo pedinava armato di una beretta. Non si è mai visto un assessore che gira armato con la pistola carica. E alla fine si è scoperto che era un’esecuzione“.
Travaglio aggiunge: “Anche in quel caso Salvini aveva dichiarato immediatamente che era legittima difesa, perché lo diceva l’amico del suo partito. Ma in quale paese il vicepresidente del Consiglio, ogni volta che c’è un fatto di cronaca che riguarda un suo compagno di partito o un poliziotto, decide chi è innocente e chi è colpevole mezz’ora dopo che è avvenuto il fatto? Ma in uno Stato di diritto è la magistratura fa le indagini. Se poi tu fai una legge per dire che sui poliziotti non si indaga e li si iscrive in un registro separato, è evidente che stai cercando di creare un salvacondotto per una categoria“.
Il direttore del Fatto sottolinea: “Hanno fatto pure un salvacondotto per i medici. Adesso improvvisamente si è scoperto che la gente si è indignata per la vicenda del bimbo che ha ricevuto il cuore bruciato. Allora, chiedono pene esemplari. Ma sono stati loro a fare lo scudo penale per i medici. Si può andare avanti così, creando scudi e salvacondotti per categorie protette e poi chiedendo alla magistratura di dargli la pena di morte? Basterebbe rispettare le indagini e aspettare che arrivino alle conclusioni, che decidono i magistrati, non i politici”.
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