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Milan, il derby (scudetto) salvato a fatica. Ma Allegri sta viaggiando come Conte un anno fa…

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Senza il colpo di testa (naso?) di Pavlovic a meno di un minuto dalla fine, il derby dell’8 marzo avrebbe perso quel poco di fascino che mantiene perché un distacco di 12 punti sarebbe stato definitivo anche per gli inguaribili ottimisti, quelli convinti ci sia ancora qualcosa da scrivere nella volata verso lo scudetto. Poi Pavlovic ha concretizzato l’ultimo sforzo di Bartesaghi, che per prendersi il corner della vittoria ha finito col farsi male, e così l’incubo dell’ennesima domenica trascorsa sbattendo sul muro di una provinciale è svanito.

E’ il solito Milan quello che arriva al presunto scontro tricolore con la lanciatissima Inter di Chivu. Il migliore in campo a Cremona è stato per distacco Audero, portiere dei grigiorossi. I peggiori Leao e Pulisic, perché non è possibile avere una percentuale di realizzazione così bassa come quella dei due attaccanti improvvisati che il mercato della scorsa estate ha lasciato in eredità a Max Allegri.

Il quale sta facendo un miracolo, solo che non si vede perché davanti c’è l’Inter che viaggia alla velocità della luce. Prendano nota tutti quelli che un anno fa si sono spellati le mani per applaudire la cavalcata del Napoli di Conte: dopo 27 giornate i punti sono gli stessi (57), le sconfitte la metà (2 contro 4), i gol segnati identici e quelli subiti minori (20 contro 22). Ovviamente cambia la cornice del quadro perché allora l’Inter aveva 58 punti e oggi viaggia a quota 67. Allegri dovrebbe querelare chi gli imputa di non aver dato un’identità e un’anima al suo Milan, ma è un signore e si limiterà a riportarlo in Champions League con largo anticipo.

Contro la Cremonese sono serviti 20 tiri verso la porta di Audero per veder cadere il muro, non senza correre anche qualche rischio dietro. I diffidati (presenti) sono usciti indenni dalla trappola del cartellino giallo pre-derby e in un caso, l’astro cadente Saelemaekers, devono ringraziare la voglia di Massa di non rovinare la settimana a se stesso e al povero Rocchi cui i soliti leoni da tastiera imputano la responsabilità di aver tagliato le gambe al Milan nel momento decisivo della stagione. Leoni erano e leoni restano, ovviamente silenti quando le cose vanno per il verso giusto.

Ora il derby che non avrà favoriti. Sul lungo non c’è partita tra Inter e Milan, la fotografia sono i 10 punti di vantaggio per i nerazzurri pur avendo fatto fin qui i rossoneri un campionato da applausi. Nel singolo match, invece, tutto torna in gioco anche perché la domanda del bar sport del lunedì mattina è: per Chivu deve contare di più la semifinale con il Como, cancello d’ingresso verso il doblete, o il derby ammazza campionato?















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