Leila Farahbakhsh: L’Iran festeggia mentre loro scendono in piazza per protestare
Della manifestazione organizzata dalla Cgil e dalla sinistra a Firenze per protestare contro l’intervento americano in Iran nessuno probabilmente ricorderà slogan partecipanti. Sicuramente però l’immagine iconica di quel corteo resterà quella di una donna, Leila Farahbakhsh, che con un coraggio fuori dal comune ha protestato contro i manifestanti che rimasti a guardare di fronte repressione del popolo iraniano e a 40mila morti di giovani. Lei, attivista del movimento “Donne, Vita, Libertà” è un simbolo della ribellione e in una intervista al quotidiano Il Tempo spiega che dopo aver fatto sentire la sua voce «Mi hanno dato della monarchica, della fascista, solo perché ho fatto notare come fosse ridicolo manifestare contro gli Usa, che stanno liberando il mio Paese da un regime di oppressione che durava, nell’indifferenza del mondo, da oltre quaranta anni. L`Iran festeggia, loro protestano» anche perchè ha sottolineato come «tutta la mia famiglia è in Iran. Loro si aspettavano questo intervento, lo sognavano. Fosse arrivato prima ci sarebbero stati meno morti».
Il popolo iraniano soffre nell’indifferenza del mondo
Leila è in Italia da 15 anni e ha spiegato come da tanto tempo «il mio popolo soffre, in un modo che queste persone nemmeno immaginano. Nell’indifferenza del mondo. In due giorni internet è stato disabilitato e sono morti 40mila giovani. Questi benpensanti che domenica sfilavano dove erano? Non hanno mosso un dito per condannare un genocidio del genere. Chiedevamo aiuto da anni, nessuno ci ha ascoltato, nemmeno l`Onu. Invece di essere felici per noi, affondano il loro coltello nel cuore del nostro popolo. Questa sinistra è scesa in piazza mille volte per la Palestina, per noi iraniani nemmeno un post sui social».
Dopo la verità il tentativo di censura
Rivendica la sua protesta e la sua rimostranza: «Ho semplicemente detto la verità. Chi manifestava andava dietro solo alla propria ottusa ideologia. Purtroppo c`è chi, a sinistra, vuole censurarmi: avevamo organizzato da tre mesi un incontro a Barberino del Mugello, dal titolo “Essere donne nell`Iran di oggi”, in collaborazione con l’amministrazione comunale (di sinistra) e l’università. Ieri mi hanno detto che non si fa più. Questa si chiama censura».
Da Conte non mi aspetto nulla
Su Elly Schlein e Giuseppe Conte che contestano l’intervento americano è chiara: «Molte volte abbiamo organizzato delle manifestazione ed Elly Schlein si è presentata, questo glielo riconosco. Da Giuseppe Conte non mi aspetto nulla di buono: quando il governo italiano, con grave ritardo, ha votato l’inserimento dei Pasdaran nella lista dei terroristi, il M5S ha votato contro. Un’autentica follia».
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