Ponte Preti, non passa la proroga a dicembre
IVREA
Il nuovo ponte Preti, l’infrastruttura destinata a collegare in modo più moderno e sicuro il Canavese orientale con quello occidentale, torna al centro del dibattito politico e amministrativo. Il progetto, atteso da anni, rischia infatti di restare impigliato nelle scadenze fissate dal cosiddetto Decreto Ponti, il provvedimento varato nel dicembre 2019 dal governo guidato da Giuseppe Conte per finanziare la messa in sicurezza dei viadotti nel bacino del Po. Il nodo principale resta quello delle scadenze. Con la conversione in legge del recente Milleproroghe non è stata accolta la proposta di spostare al 31 dicembre 2026 il termine per aggiudicare e consegnare i lavori: la data resta fissata al 30 giugno. Una scelta che preoccupa il consigliere regionale del Partito democratico Alberto Avetta, che ha presentato un’interrogazione in consiglio regionale. «È evidente che sarà impossibile mettere a terra gli interventi entro quella data – sostiene – con il rischio concreto di compromettere opere fondamentali per la sicurezza e lo sviluppo dei territori».
Secondo Avetta, rinunciare al nuovo ponte Preti significherebbe penalizzare in modo pesante il sistema economico del Canavese e le prospettive di crescita delle imprese locali. «Siamo molto preoccupati della situazione che si sta venendo a creare, nonostante l’assidua partecipazione di tanti parlamentari alle proteste dei sindaci canavesani e le rassicurazioni di una “costante azione di monitoraggio e sensibilizzazione nei confronti del ministero” da parte della Giunta Cirio - conclude Avetta -. Un altro schiaffo del Governo Meloni ai nostri territori».
Il decreto Ponti aveva messo sul piatto oltre 135 milioni di euro destinati alla ricostruzione e alla manutenzione di 76 infrastrutture. Di queste, ben 32 riguardavano il Piemonte, con l’obiettivo di intervenire su ponti considerati strategici o bisognosi di interventi strutturali. A più di sei anni di distanza, tuttavia, resta da capire quanti di quei finanziamenti riusciranno a tradursi in cantieri. La Città metropolitana di Torino aveva presentato al ministero delle Infrastrutture una manifestazione di interesse per accedere ai fondi, con un pacchetto di 61,1 milioni che riguarda sette opere. L’intervento più rilevante è proprio quello del nuovo ponte Preti sulla statale 565 Pedemontana. L’opera, dal valore di 25,5 milioni di euro e da realizzare tramite appalto integrato, rappresenta da tempo una priorità per la viabilità canavesana, perché consentirebbe di rafforzare il collegamento tra Ivrea e l’area di Rivarolo, Castellamonte e Cuorgnè.
Nel pacchetto rientrano anche altri interventi significativi. Il nuovo ponte di Castiglione Torinese lungo la provinciale 92 vale complessivamente 14 milioni di euro, di cui oltre 2 milioni già coperti da fondi ministeriali Fsc 2017-2021. Nel Vercellese sono invece in corso i lavori di manutenzione straordinaria del ponte tra Crescentino e Verrua Savoia sulla provinciale 107, per circa 7 milioni complessivi tra opere principali e interventi complementari. Tra Verolengo e Crescentinoè invece previsto l’intervento sul ponte di Borgo Revel sulla Dora Baltea, lungo la provinciale 31 bis. Il progetto, da 3,5 milioni di euro, comprende anche il raddoppio dell’infrastruttura e l’adeguamento della strada provinciale. Completano l’elenco il ponte sul Po a Carignano (6,5 milioni), quello di Inverso Pinasca in Val Chisone (1,8 milioni) e il ponte di Villafranca Piemonte sulla provinciale 139 (2,8 milioni).
