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Ivrea, un’altra rapina un mese e mezzo dopo la condanna a 2 anni: finisce in carcere

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IVREA. Era stato condannato l’8 gennaio 2026 a due anni e tre mesi di pena per una rapina commessa a Ivrea il 15 marzo 2025. Il 21 febbraio, secondo le indagini dei carabinieri della Compagnia di Ivrea coordinati dalla pm Maria Baldari, ne avrebbe commessa un’altra. Così violenta da portarlo a servirsi della catena di una bici, contribuendo a causare a un 32enne domiciliato a Quassolo lesioni per 30 giorni.

Lui è Hammadi Ben Jannet 20enne difeso dall’avvocato Celere Spaziante. Il suo fermo non è stato convalidato perché il gip Edoardo Scanavino ha ritenuto che non ci fosse pericolo di fuga, viste le lunghe frequentazioni del ragazzo, che si dice domiciliato a Quincinetto, della stazione di Ivrea. Ha ritenuto però anche che fosse troppo alto il rischio che commettesse reati dello stesso tipo. E che l’unica soluzione praticabile, per frenare questo tipo di condotte, fosse il carcere.

Nel brutale pestaggio in cui il 32enne sostiene di esser stato derubato erano coinvolti anche altri due giovanissimi, che sono stati fermati - e non convalidati per gli stessi motivi di Ben Jannet - e a cui è stata applicata una misura cautelare. Per Alice Piazza, 19enne difesa dall’avvocato Enrico Novello, si è optato per gli arresti domiciliari, mentre per l’altro, un 17enne, si è reso necessario il carcere minorile.

Secondo le dichiarazioni della persona offesa, sarebbe stata proprio la ragazza a cominciare. La scusa? La stessa sentita in tanti altri casi di aggressioni nella zona della stazione: «Che hai da guardare?».

A un certo punto, racconta ancora l’aggredito, si sarebbe avvicinato il 17enne, con la maglia del Paris Saint Germain e gli avrebbe detto: «Perché parli con la mia ragazza?». Lui avrebbe cercato di andare via, ma sarebbe arrivato anche il terzo, Ben Jannet, con la catena della bici in mano.

Il 32enne allora racconta di un inseguimento, confermato da una testimone e dalle telecamere di videosorveglianza, che però non inquadrano il momento del pestaggio. E lì sarebbero cominciati i colpi di catena e bastone in faccia e sulla schiena. Il ragazzo più giovane avrebbe poi iniziato a derubarlo, insieme alla ragazza, che avrebbe lanciato senza successo dei cubetti. Avrebbero preso due collane e un braccialetto d’argento, poi il borsello da cui avrebbero portato via anche dei soldi.

Ben Jannet, tuttavia, si è giustificato durante l’interrogatorio di garanzia. Ha detto di esser stato ingannato dagli altri due, che i due avrebbero picchiato la fidanzata, incinta all’ottavo mese. Quindi Ben Jannet ammette di averlo pestato, ma non ammette la rapina e dice di essersi successivamente anche chiarito con lui.

Decisive, comunque, per le misure cautelari le indagini lampo dei carabinieri della Compagnia di Ivrea, con il supporto dei colleghi di Settimo Vittone ed Agliè, per cui i militari hanno impiegato appena una settimana: i tre sono stati fermati sabato 28 febbraio. Dopo il primo intervento, grazie all’analisi delle testimonianze e delle telecamere di video sorveglianza, sono riusciti a individuare i tre aggressori. Il 20enne è così finito in carcere ad Ivrea, la ragazza, fermata a Torino, ai domiciliari a Lusigliè e il 17enne in carcere minorile.















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