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Guerra in Iran: oltre 1.300 civili uccisi a Teheran. Raid Usa-Israele, droni su Kuwait e Iraq. Mezzo milione in fuga dal Libano – Gli aggiornamenti

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L’escalation militare in Iran – nella giornata di sabato 7 marzo – continua a produrre un bilancio sempre più pesante. Le autorità di Teheran parlano di 1332 civili uccisi nell’ultima settimana, da quando Stati Uniti e Israele hanno avviato la nuova ondata di raid. Le esplosioni sono proseguite anche nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 settembre, mentre Washington definisce l’operazione «la più ampia» condotta finora. La risposta iraniana si è estesa oltre i confini nazionali, con droni lanciati verso Kuwait e Iraq, segnale di un conflitto che si allarga a tutta la regione. Questa mattina l'aeroporto di Dubai aveva sospeso tutte le operazioni, intorno alle 10 ha invece annunciato la ripresa parziale delle attività. ''Abbiamo ripreso parzialmente le nostre attività a partire da oggi, 7 marzo, con alcuni voli operati dall'aeroporto internazionale di Dubai (DXB) e dal Dubai World Central - Aeroporto Internazionale Al Maktoum (DWC)'', ha dichiarato l'aeroporto di Dubai in un comunicato su X. ''Vi preghiamo di non recarvi in aeroporto, a meno che la vostra compagnia aerea non vi abbia contattato per confermare il vostro volo, poiché gli orari potrebbero ancora subire modifiche'', ha dichiarato l'aeroporto ai suoi utenti.

Il quadro umanitario peggiora anche in Libano, dove circa mezzo milione di persone avrebbe lasciato le proprie case per sfuggire ai bombardamenti israeliani.

Un attacco aereo israeliano ha raso al suolo un edificio residenziale nel sud del Libano, uccidendo almeno sei persone. Ne ha dato notizia l'agenzia di stampa statale libanese. Tra i morti nell'attacco, sferrato nella città di Jibchit, ci sono quattro membri di una stessa famiglia. Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che gli attacchi aerei israeliani hanno ucciso almeno 16 persone e ferito altre 35 durante i raid notturni nella città di Al Nabi Sheet. Il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall'Iran, ha affermato che i suoi combattenti si sono scontrati con una forza israeliana atterrata venerdì sera sulle montagne del Libano orientale. Israele non ha ancora rilasciato commenti sui combattimenti in quella zona.

Intanto Teheran avverte l’Europa: qualsiasi Paese che dovesse sostenere l’azione occidentale verrebbe considerato un «obiettivo legittimo». Secondo un’analisi del Washington Post, dietro la recente rappresaglia iraniana contro basi americane potrebbe esserci un ruolo della Russia, interessata a destabilizzare ulteriormente lo scenario internazionale.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un discorso preregistrato trasmesso dalla televisione di Stato, ha intanto chiesto scusa per gli attacchi dell'Iran ai Paesi del Golfo, insistendo sul fatto che Teheran li avrebbe interrotti e suggerendo che siano stati causati da un malinteso tra i ranghi. La dichiarazione del presidente è stata trasmessa dopo i ripetuti attacchi di questa mattina contro Bahrein, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Dagli Stati Uniti, il presidente Donald Trump invoca la «resa incondizionata» dell’Iran, mentre nel Mediterraneo una fregata italiana è stata inviata verso Cipro per rafforzare la presenza navale nell’area. Sul fronte dei trasporti, la compagnia Emirates ha prima sospeso tutti i voli da e per Dubai, salvo poi annunciare una ripresa graduale delle operazioni, segno di una situazione ancora estremamente instabile.

(Di seguito la diretta del conflitto con tutti gli aggiornamenti in tempo reale: per l’apertura della schermata LIVE potrebbero volerci circa 30 secondi. Grazie della vostra pazienza e buona lettura)

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