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WTA Indian Wells, Anisimova: “Ho un rapporto di amore e odio con questi campi”

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Il BNP Paribas Open non è mai stato un gran torneo per Amanda Anisimova. La 24enne statunitense ha partecipato sei volte al 1000 di Indian Wells, ma solamente nel 2018 – quando aveva 16 anni – è riuscita ad arrampicarsi fino agli ottavi di finale. L’inizio di stagione della numero 6 al mondo è stato piuttosto buono. Sia ai quarti di finale dell’Australian Open che in semifinale nel 1000 di Dubai Anisimova è stata battuta dalla connazionale Jessica Pegula. A Doha, invece, ha deciso di ritirarsi durante il terzo set del match contro Karolina Pliskova.

“Penso di aver alzato il mio livello”, ha raccontato l’americana in conferenza stampa al Tennis Paradise dopo la vittoria in rimonta, per 5-7 6-1 6-0, su Anna Blinkova. “Mi sono abituata un po’ alle condizioni e ho cercato di dare più energia al mio gioco. Mi sembra di aver cercato di giocare in modo più aggressivo, che è il mio stile. Sono solo felice di essere riuscita a migliorare. È stata una partita complicata contro un’avversaria difficile. Sono felice di essere passata al turno successivo”, ha continuato la statunitense, della quale riportiamo qui sotto alcune risposte alle domande dei giornalisti.

D: Questo non è sempre stato il tuo miglior torneo in termini di adattabilità. Ora che sei nel Tour da alcuni anni, come vedi l’evoluzione del tuo gioco o di quello delle altre giocatrici in termini di superfici e adattabilità ai campi?
Amanda Anisimova: “Penso che sia solo una questione di adattamento. Credo di essere una tennista che è in grado di poter giocare bene su tutte le superfici, purché io riesca a mettere insieme tutti gli elementi giusti. Qui ho una sorta di rapporto di amore e odio con i campi. Ho disputato un ottimo torneo quando avevo 16 anni: ho giocato bene e ho trovato il mio ritmo quell’anno, sentendomi molto a mio agio. Altre volte invece le condizioni, con il vento, possono rendere le cose difficili. Non ho giocato questo torneo così tante volte, ma mi sembra che ogni anno che lo gioco impari qualcosa su come posso adattarmi meglio, su come posso tranne vantaggio dal mio gioco”.

“Sono una persona a cui piace giocare anche su campi lenti, quindi mi sembra che questo torneo possa davvero adattarsi molto bene a me. Oggi è stata una grande iniezione di fiducia in un certo senso. Spero di poter continuare su questa strada. Sono una giocatrice a cui piace acquisire slancio durante il torneo, quindi spero di proseguire in questo modo per tutta la settimana. Adoro questo torneo. Mi auguro di rimanere più a lungo questa volta. Per ora mi sto godendo ogni singolo giorno”.

D: Negli ultimi giorni alcune giocatrici hanno segnalato episodi di minacce. Ne hai sentito parlare? Se sì, cosa ne pensi?
Amanda Anisimova: “Era un post davvero spaventoso quello che ho visto l’altro giorno con Panna (Udvardy, ndr). Non lo augurerei a nessuno. È davvero pazzesco e non credo che lei abbia dormito la notte prima della partita. Ha ricevuto minacce verso la sua famiglia e i suoi cari. È davvero orribile. L’unica cosa è che spero ci siano misure di sicurezza. Mi sembra che queste siano state prese seriamente riguardo al post, da quello che ho letto. Molte persone stanno cercando di intervenire per aiutarla e per farla sentire al sicuro. Penso che sia la cosa più importante. Spero che vengano prese misure di sicurezza ancora migliori, ma alla fine dei conti come si fa a impedire ai pazzi di agire? Non lo so. Credo che la cosa più importante sia che ci siano delle regole e delle misure di sicurezza. È tutto quello che possiamo fare.

D: Affronterai Emma Raducanu al prossimo turno. Sei riuscita a batterla nel vostro terzo incontro la scorsa estate. C’è stato qualcosa che hai capito su come affrontarla? Cosa ne pensi della sfida rappresentata dal suo modo di giocare?
Amanda Anisimova: “Penso che l’ultima volta che l’ho affrontata stavo semplicemente giocando molto bene. Ho giocato nel modo in cui volevo giocare. Alla fine dei conti, c’è una certa maniera in cui mi piace giocare. Penso anche che avessi trovato il mio ritmo. Credo che fosse la seconda o terza partita che ho disputato l’anno scorso contro di lei. È stato un match fantastico. Non è un’avversaria facile da affrontare. Gioca sempre un tennis di alta qualità.















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