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Se la premier è canna di bambù: si piega dove soffia il vento – Il caso della famiglia del bosco in Abruzzo

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Dipende da dove vivi, da come si mette la questione. Dipende da cosa si dice in giro, da cosa si scrive sui social. Dipende dal clima politico: e qui saremmo alla legislazione metereopatica.

Se sei affogato nel cemento di Caivano, sobborgo metropolitano di Napoli, e hai i figli che ciondolano in piazza bucando la scuola, rischi il carcere per “l’inosservanza all’obbligo dell’istruzione di minori”.

Decreto Caivano, per l’appunto. Do you remember?

Se invece vivi nel bosco, magari in Abruzzo, allo stato brado e non vuoi vedere i tuoi figli trasferiti d’imperio a scuola, magari ripuliti e persino vaccinati, allora la legge cambia. Il ministero della Giustizia manda gli ispettori per capire come diavolo il giudice dei minori si sia permesso di togliere la potestà alla mamma che imponeva la sua regola: non fargli vedere ma una scuola nemmeno col binocolo, figurarsi un medico o compagni di gioco della loro età. I miei bambini stanno nel bosco, col bosco e per sempre.

Senza parole” si è dunque detta Giorgia Meloni del fatto che i figli del bosco siano stati trasferiti in una casa famiglia e allontanati dalla madre che, a parere del giudice, era un cattivo esempio.

L’opposto dei genitori di Caivano, ingabbiati perché non hanno dato istruzione ai figli.

Da qui l’idea della legislazione metereopatica, che cambia al mutare delle nuvole in cielo e che propone agli italiani sempre una doppia soluzione. Puoi fare, in un certo senso, e puoi non fare, nell’altro certo senso.

E’ la teoria – già bene illustrata dal ministro degli Esteri – del diritto da rispettare ma “fino a un certo punto”, perché c’è pur sempre un rovescio da osservare.

L’Italia, al tempo di Caivano, era per obbligare i minori alla scuola, farli sedere sui banchi e farli studiare: il minimo indispensabile per dirsi cittadini, per affrontare i concorsi pubblici, per essere pari tra pari.

L’Italia che commenta le vicende della famiglia nel bosco, sembra di diverso parere. Vorrebbe, forse, che i bambini vivessero come sogna la madre: un po’ sugli alberi, un po’ sotto. E un po’ vattelapesca. E la premier, da brava cronista (conserva gelosamente la tessera di giornalista), raccoglie le opinioni e le fa sue perché il talento di un politico resta sempre lo stesso: piegarsi dove tira il vento come si fosse canna di bambù.

L'articolo Se la premier è canna di bambù: si piega dove soffia il vento – Il caso della famiglia del bosco in Abruzzo proviene da Il Fatto Quotidiano.















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