San Giorgio, addio a Maricla Boggio: diede voce alle donne e alle periferie
SAN GIORGIO CANAVESE. È scomparsa, domenica 8 marzo, durante la Giornata internazionale della donna, la scrittrice, drammaturga e giornalista Maricla Boggio, originaria di San Giorgio Canavese. «Per la nostra comunità resta indelebile il recente ricordo del 25 aprile 2023 - la ricorda il sindaco Marco Baudino -, quando insieme all’allora sindaco Andrea Zanusso venne portato al Teatro Belloc lo spettacolo “Maria Urtica: un’infanzia nel’45” con Laura Curino. Un momento di alta cultura e memoria che Maricla ha donato al suo paese. Insieme al marito Francisco, è stata una presenza costante nelle estati di ritorno in villeggiatura a San Giorgio: gli incontri con loro erano l’occasione per discorsi mai banali, profondi e umanamente ricchi».
In Rai dal 1960, è stata tra le prime donne documentariste a occuparsi di questioni femminili e sociali. Nel 1973 ha fondato a Roma, con Dacia Maraini e Edith Bruck, il Teatro femminista della Maddalena, con il quale, tra gli anni’70 e’80, ha scritto e realizzato opere concentrate sulla condizione femminile, sul disagio sociale nelle periferie e sul problema della tossicodipendenza, e il testo «Santa Maria dei Battuti – rapporto sull’istituzione psichiatrica e sua negazione» sul progetto Basaglia a Gorizia che suscitò in tutta Italia notevole scalpore. Lo rende noto Rai Cultura che, per renderle, propone sul suo canale Rai Storia «Domenica con Marisa della Magliana» e la puntata «Storie della Tv – Dalle signore della Tv alla Tv delle ragazze», in onda giovedì 12 marzo alle 15. Il primo appuntamento è dedicato al film «Marisa della Magliana», trasmesso nel dicembre del ’76 sulla Rete 2, e riproposto in versione restaurata da Rai Teche.
Nel film, che all’epoca venne accolto come «il primo telefilm femminista», Maricla Boggio entra «letteralmente» in alcuni momenti della vita privata di Marisa Canavesi, una ragazza madre di origini contadine, che affronta le difficoltà di una donna sola negli anni Settanta, in uno dei quartieri proletari di Roma.
La cinepresa segue Marisa nelle rigide e faticose suddivisioni del lavoro occasionale trovato nei diversi quartieri della città, nell'impegno con suo figlio di quattro anni e nelle lotte che la donna porta avanti. Con gli altri abitanti del quartiere lotta per il diritto alla casa e a volte ospita anche qualche ragazza incinta respinta dalla famiglia. Maricla Boggio ha anche partecipato a diversi Festival, da Taormina a Benevento, Todi, Anagni, Agrigento, Biennale di Venezia e al teatro Greco di Siracusa con la sua traduzione del «Filottete» di Sofocle.
Nel 2021, il Torino Film Festival, con Rai Cultura e Rai Teche, le ha reso omaggio per la sua produzione televisiva. Fra i premi, ha ottenuto due volte il Matteotti della Presidenza del Consiglio. Numerosi i libri di antropologia, narrativa e saggistica, scritti, tra i quali i sei volumi su Orazio Costa dedicati al metodo mimico di interpretazione. La sua attività teatrale annovera la scrittura di oltre settanta opere, collaborando con personalità come Vito Pandolfi, Andrea Camilleri, Ugo Gregoretti e Luigi Maria Lombardi Satriani con il quale ha realizzato volumi d'argomento antropologico e i documentari per la Rai «Natuzza Evolo» (1985) e «Come una ladra a lampo» (1991).
È stata, inoltre, nominata Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
