Trafficante di esseri umani arrestato a Caltanisetta: la sua organizzazione responsabile di 63 morti in mare
Arrestato a Caltanisetta un 41enne pakistano su cui pendeva un mandato internazionale da parte dell’Ufficio Interpol di Islamabad. L’accusa nei suoi confronti sarebbe di traffico di esseri umani. L’arresto è finalizzato all’estradizione. L’organizzazione di cui fa parte sarebbe collegata a un naufragio di un’imbarcazione al largo di Zawiya, in Libia. Sulla barca viaggiavano 73 passeggeri, di cui 63 cittadini pakistani: nel naufragio i sopravvissuti sarebbero stati solo 33.
I carabinieri di Caltanissetta, in raccordo con il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, hanno dato esecuzione ad un arresto provvisorio finalizzato all’estradizione di un cittadino pakistano, indagato dall’Autorità giudiziaria pakistana per traffico di esseri umani. Sull’uomo pendeva un provvedimento di custodia cautelare emesso nel dicembre 2025 dal Giudice speciale dell’immigrazione di Peshawar (Pakistan). L’arresto è stato convalidato dalla Corte d’appello di Caltanissetta, su richiesta della locale Procura generale.
L’Interpol, a seguito dell’estensione delle ricerche in ambio internazionale, aveva inserito una red notice a suo carico, già nel gennaio scorso. I carabinieri della compagnia di Caltanissetta e del Ros hanno localizzato il ricercato in un’abitazione del centro storico della città siciliana, dove è stato individuato. Le successive indagini e l’analisi del provvedimento cautelare hanno portato alla luce un traffico di migranti che, partiti dal Pakistan, venivano condotti in Libia per poi permettergli attraverso la rotta del Mediterraneo centrale di entrare illegalmente in Europa, previo pagamento di somme di denaro, tra gli 11.000 e i 12.000 euro a persona, da destinare all’organizzazione criminale, di cui il 41enne ricercato faceva parte.
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