Piccoli negozi (ri)crescono «Scommettiamo sui borghi»
MIRADOLO. Un caffè al bar della stazione in attesa del treno, come non succedeva da tempo. Una spesa sotto casa, almeno per i prodotti essenziali, senza dover prendere la macchina e andare al supermercato. Da qualche giorno tutto questo è possibile grazie all'intraprendenza di due commercianti che hanno deciso di investire sul territorio, in controtendenza rispetto a molti altri piccoli paese dove i negozi di vicinato stanno morendo uno dietro l'altro.
il bar della stazione
Quelli che di sicuro saranno contenti di poter finalmente aspettare il treno sorseggiando un caffè al bar della stazione saranno i numerosi pendolari che ogni mattina a Miradolo prendono il treno diretti a Pavia o Milano. E questo grazie a Xhafer Rakipi, 35 anni. Albanese, è arrivato in Italia a 10 anni e vive a Sant'Angelo. «Ho voluto richiamarlo ancora "Bar della stazione" perchè mi sembrava giusto così, vista anche la posizione» dice Rakipi che ha riaperto lo storico locale che era chiuso da almeno un paio d'anni. Rakipi non è un semplice barista, ma un piccolo imprenditore. Insieme alla moglie, con fatica e sacrificio, ha aperto una serie di attività anche fra Pavese e Lodigiano, sempre in centri con pochi abitanti, scommettendo sulla rinascita dei negozi di vicinato. Come anche a Monteleone, dove gestisce un altro bar e (la moglie) un negozio di parrucchiera. «Lavoriamo nel Pavese da circa 5 anni _ racconta _. A Miradolo prima gestivo il bar al distributore di benzina. Poi c'è stata l'opportunità di questo locale alla stazione e l'abbiamo colta al volo. Qui il paese, la comunità, è molto accogliente e siamo felici della nostra scelta. A breve vorremo tenere anche i giornali». Caffè e quotidiani, in attesa del treno. Proprio come una volta. «E' un luogo di ritrovo importante per chi viaggia in treno _ spiega _. C'è tanto passaggio, dal mattino presto fino a sera. E sono contento di fare questo lavoro anche per chi abita qui». Lavoro ma anche sacrificio, visto che aprirà alle 5 del mattino e chiuderà a sera inoltrata.
Il bar-negozio a Camporinaldo
A pochi chilometri di distanza, a Camporinaldo, ci sono altri commercianti che scommettono sul piccolo. La famiglia Costa ha rilevato nella frazione il bar-tabacchi che aveva chiuso, allargando l'attività con la vendita di qualche genere alimentare di prima necessità: pasta, pane, pelati, un po' di affettati. «Il negozio è gestito dai miei figli Ivan e Lucrezia _ dice Paolo Costa _ e abbiamo rilevato l'attività a novembre il negozio, riaprendolo con nuove proposte sabato scorso. L'ultimo punto vendita di generi alimentari aveva chiuso tre anni fa. Fra un po' faremo anche cucina. Qui, in pratica, non c'era più nulla. Insomma, ci abbiamo investito e scommesso. E ci crediamo. I residenti sono contenti». Contenta è pure la sindaca, Michela Callegari: «Sono felice di vedere nuove energie e nuove attività prendere vita nel nostro paese. Ogni apertura è un segnale di fiducia, vitalità e attenzione verso la comunità. Noi continueremo a lavorare per rendere Miradolo sempre più attrattivo per chi vuole investire da noi».
