Добавить новость
smi24.net
World News in Italian
Март
2026
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31

Alessandro Balzarini: “In quinta superiore avevo smesso: ero in crisi. La convocazione in Nazionale va sempre guadagnata”

Alessandro Balzarini è stato l’ospite dell’ultima puntata di Talent Zone, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il difensore della AN Brescia si è raccontato a 360°, iniziando ovviamente dal presente che, nel caso dei lombardi, è anche Europa.

“Stiamo vivendo una fase di Champions League difficile. Dopotutto siamo in un girone con rivali di altissimo livello. Tutte squadre che vogliono vincere la Coppa. Ad ogni modo il nostro percorso rappresenta un grande insegnamento per me dal punto di vista pallanuotistico e ogni volta cerco di prendere gli spunti più importanti per imparare”.

Non solo Champions League con Brescia. Alessandro Balzarini, infatti, ha preso parte ai Campionati Europei con la maglia dell’Italia: “Senza dubbio una prima convocazione che ho vissuto con grande emozione. Una bellissima esperienza che fa sempre effetto. Fare parte del Settebello è speciale. Però io amo dire una cosa. Ok, ne fai parte, ma ogni volta devi riconfermarti. Non mi sento, quindi, un atleta del Settebello perchè so che ogni volta dovrò meritarmi la convocazione. Io, ovviamente, spero di continuare a lungo in questo percorso e ogni volta darò il massimo”.

Un Settebello che oltre alle doti tecniche ha anche valide basi personali:L’inserimento nel gruppo è andato nel migliore dei modi. Io poi avevo giocato con quasi tutti i componenti. Sapevo com’era l’ambiente e mi sono trovato bene sin da subito”.

Dal presente al passato. “I miei primi passi? Sono sempre stato un bambino molto sportivo e ho provato diversi sport ma, da quando ho iniziato con la pallanuoto, non l’ho più mollato. Sin da subito ho ricoperto un po’ tutti i ruoli e anche ora penso di essere un giocatore molto versatile. Vengo da una famiglia sportiva ma sono il primo ad aver scelto questo sport. Non c’è solo lo sport per me. Studio per esempio e dopo aver fatto ingegneria ora ho iniziato matematica. Mi dispiace non poter vivere la vita universitaria che, ovviamente, non mi risulta facile con i miei impegni”.

Dopo un inizio da bambino nella pallanuoto, anche la prima convocazione nelle nazionali giovanili: “Sicuramente la ricordo ancora perché l’ho vissuta con grande soddisfazione personale. Ero sempre stato fuori dai radar delle nazionali poi a 13 anni, sgomitando, ho preso parte alla rappresentativa della Lombardia nel Torneo delle Regioni”.

Una crescita fuori e dentro la vasca: “Diciamo che sin dall’epoca ho preso in mano la squadra. Non sono uno che si tira mai indietro, anche nello spogliatoio, anche se non ho ancora l’esperienza dei senatori. Ho un bellissimo rapporto con i compagni. Nel gruppo c’è un bel clima e oltre che bravi giocatori sono anche persone dello stesso spessore. Così tutto è più facile. All’interno di un gruppo le dinamiche sono molteplici. A volte un elemento va spronato, altre volte va lasciato da solo nei propri pensieri. Io provo sempre a capire come rapportarmi. Non sempre mi riesce. Ci sono volte poi nelle quali sono io a dover ricevere una parola. Il confronto è sempre la strada giusta”.

Un presente da giovane realtà della pallanuoto italiana, un futuro da allenatore?Direi che è un po’ presto per dirlo. Non lo so, sicuramente non mi dispiacerebbe ma tutto dipenderà dalle dinamiche. Mi piacerebbe fare l’allenatore ma spesso i miei ragionamenti non sono concreti al 100% e mancando di concretezza non è sempre facile”. 

Un aspetto fondamentale per Balzarini è quello tattico:In allenamento proviamo tanto. Devono diventare automatismi per sviluppare il nostro gioco a prescindere. Poi cambiano dettagli e avversari ma dobbiamo avere priorità. Ci alleniamo tutto l’anno anche con l’uomo in più o in meno. Sulla tattica difensiva non transigo. In attacco bisogna avere quel qualcosa in più che va oltre lo schema. Mi piace giocare in attacco ma in difesa occorre solidità”. 

Il classe 2003 racconta poi un momento particolare della sua carriera:Devo ammette che ho avuto un periodo di crisi. Ho smesso di giocare nel quinto anno delle superiori. Non riuscivo a gestire scuola e sport. Pensavo di giocare e mi veniva da star male. Dopodiché mi sono rimesso in carreggiata e sono ripartito, prima dalla Serie A2 fino ad oggi. Ora vivo tutto nel migliore dei modi. Anche la tensione la vedo come tensione positiva”.

Ultima battuta sui prossimi obiettivi:Ora testa a Firenze. Preferisco sempre ragionare uno step alla volta. Vogliamo tenere il secondo posto, ambendo al primo. Poi vogliamo conquistare più trofei possibili. Il campionato? Ci crediamo e abbiamo chance. In Champions League? Sogniamo la Final 4″. 

CLICCA QUI PER VEDERE LA PUNTATA COMPLETA DI TALENT ZONE















Музыкальные новости






















СМИ24.net — правдивые новости, непрерывно 24/7 на русском языке с ежеминутным обновлением *