Chi è Joe Kent, ex Rambo e capo dell’antiterrorismo Usa dimissionario. “Sull’Iran Trump è stato ingannato”
Joe Kent, direttore del National Counterterrorism Center, si è dimesso martedì, diventando il primo alto funzionario dell’amministrazione Trump a lasciare l’incarico per manifesta contrarietà sulla guerra in Iran. La decisione è stata formalizzata e resa pubblica con una lettera indirizzata al presidente, in cui Kent contesta la legittimità del conflitto e le motivazioni che lo hanno determinato. “Non posso, in coscienza, sostenere la guerra in corso in Iran”, ha scritto. “L’Iran non rappresentava alcuna minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”.
“Trump ingannato”
Nel documento, Kent sostiene che il presidente sia stato “ingannato” da una campagna di disinformazione. Secondo l’ex direttore, alti funzionari israeliani e parte dei media statunitensi avrebbero contribuito a costruire una narrazione sull’imminenza della minaccia iraniana.
“Questa camera dell’eco è stata utilizzata per indurla a credere che l’Iran rappresentasse una minaccia imminente per gli Stati Uniti e che fosse necessario colpire subito, perché esisteva un chiaro percorso verso la vittoria”, ha scritto. “Si trattava di una menzogna ed è la stessa tattica che gli israeliani usarono per trascinarci nella disastrosa guerra in Iraq”.
Le accuse arrivano mentre il conflitto, iniziato da meno di tre settimane, ha già causato la morte di 13 militari americani tra Kuwait, Iraq e Arabia Saudita.
Le tensioni nell’amministrazione
Le dimissioni evidenziano crepe nella linea di politica estera della Casa Bianca. Il presidente ha respinto le critiche, sostenendo di aver agito per prevenire un attacco imminente contro le forze statunitensi e negando pressioni esterne. “Potrei essere stato io a costringere loro”, aveva affermato due settimane fa. Eppure, qualcosa non torna: il potus che definì per anni le crisi in Medio Oriente una “trappola che ha sottratto all’America le preziose vite dei nostri patrioti e ha depauperato la ricchezza e la prosperità della nostra nazione”, oggi è diventato il primo degli interventisti.
Già nei primi giorni di guerra, il segretario di Stato Marco Rubio aveva lasciato intendere che un attacco israeliano a Teheran avrebbe inevitabilmente trascinato Washington nel conflitto, salvo poi ridimensionare le sue dichiarazioni.
All’interno dell’amministrazione, figure come il vicepresidente JD Vance e la direttrice dell’intelligence nazionale Tulsi Gabbard, entrambi noti per posizioni isolazioniste, hanno mantenuto un profilo basso. Proprio Gabbard, superiore diretto di Kent, aveva espresso dubbi sull’esistenza di prove di un programma nucleare iraniano attivo.
Chi è Joe Kent?
Veterano con vent’anni di servizio e undici missioni in Medio Oriente, Kent conosce direttamente il costo dei conflitti. Da ranger a membro delle forze d’élite dei Green Berets, da soldato a agente della CIA. Nel 2019 ha perso la moglie Shannon, sottufficiale della Marina, uccisa in un attentato in Siria. Rimasto vedovo, ha continuato a crescere i suoi due figli.
Dopo un tentativo fallito di entrare al Congresso nel 2024, era stato nominato alla guida del NCTC. Considerato vicino a Trump e sostenitore della linea “America First”, rappresentava una figura chiave nella componente anti-interventista del Partito Repubblicano.
Le conseguenze politiche
Dalla Casa Bianca, la reazione è stata immediata. Trump ha definito Kent “molto debole”, mentre fonti interne lo descrivono come progressivamente escluso dai briefing sull’Iran.
Resta aperta la questione se altri funzionari seguiranno lo stesso percorso. Con il conflitto in corso e le perdite in aumento, la tenuta dell’equilibrio interno all’amministrazione appare sempre più incerta.
L'articolo Chi è Joe Kent, ex Rambo e capo dell’antiterrorismo Usa dimissionario. “Sull’Iran Trump è stato ingannato” sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
