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Май
2016

Bankitalia affonda Renzi: Ripresa lenta, fare di più

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Non solo la ripresa che stenta a imporsi. Non solo la crescita che non arriva. Non solo la disoccupazione che continua a salire. Quello che più pesa sul sistema Italia è l'incertezza su un futuro che appae sempre più plumbeo. La fotografia del Belpaese scattata dal governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco è drammatica. "Nel 2015 l'economia italiana è tornata a crescere per la prima volta dall'avvio della crisi del debito sovrano - spiega nelle considerazioni finali - vi sono chiari segnali positivi, soprattutto per la domanda interna. L'attività economica rimane però lontana dai livelli precedenti la crisi; è soggetta alle stesse incognite che gravano sull'economia globale ed europea".La disoccupazione resta troppo altaSebbene l'occupazione sia tornata a crescere, il tasso di disoccupazione resta troppo alto. Una delle soluzioni potrebbe essere quella di consolidare la ripresa della domanda interna. "La domanda di lavoro è tornata a crescere a un ritmo superiore alle attese di un anno fa, interessando aree, settori e categorie di lavoratori esclusi dai segnali di ripresa del 2014", dichiara Visco spiegando che a influire sono la nuova disciplina dei rapporti di lavoro e, in misura a oggi più ampia, "gli sgravi contributivi". Più in generale, "l'occupazione ha tenuto nei primi mesi dell'anno, sebbene molte assunzioni fossero state anticipate all'ultima parte del 2015 in vista della riduzione degli sgravi contributivi da gennaio - continua - il tasso di disoccupazione dei giovani è sceso per la prima volta dal 2007, di oltre due punti percentuali. La disoccupazione resta però troppo alta. Il suo progressivo riassorbimento, essenziale per offrire adeguate condizioni di vita ai cittadini, è necessario anche per riportare l'inflazione su valori in linea con la stabilità dei prezzi. In Italia, come in altri paesi, la reattività delle retribuzioni di fatto alle variazioni del tasso di disoccupazione è elevata; si stima che a una riduzione di un punto percentuale del tasso di disoccupazione corrisponderebbe una maggiore crescita salariale di poco meno di un punto nel triennio successivo - incalza - i guadagni di occupazione potranno essere ampliati se si consoliderà la ripresa della domanda interna"."Usciamo dalla crisi con esitazione""Usciamo lentamente, con esitazione, da un lungo periodo di crisi, non solo finanziaria ed economica. La ripresa è ancora da consolidare". Così il presidente della Banca d'Italia, Ignazio Visco nella relazione annuale. "Le previsioni di consenso indicano per l'Italia il ritorno a livelli di reddito precedenti la crisi in un tempo non breve - ha aggiunto - sono deludenti le valutazioni sul potenziale di crescita della nostra economia. Si deve e si può fare di più"."Per sostenere una ripresa più rapida e duratura è necessario il rilancio di investimenti pubblici mirati, anche in infrastrutture immateriali, a lungo differiti, e sono importanti un'ulteriore riduzione del cuneo fiscale gravante sul lavoro, il rafforzamento di incentivi per l'innovazione, il sostegno ai redditi dei meno abbienti, particolarmente colpiti dalla crisi"."Imprese troppo piccole, ma il potenziale c'è"Visco ha poi aggiunto che "l'alta incidenza delle aziende di piccola dimensione nel nostro sistema produttivo resta un elemento di debolezza" e che "va favorito l'avvio di iniziative imprenditoriali innovative". Ha poi aggiunto che "gli andamenti positivi di molte imprese sui mercati internazionali segnalano che l'Italia ha le potenzialità per colmare il ritardo di crescita dell'ultimo ventennio".Senza le misure "di portata eccezionale" varate dalla Bce, ha poi detto, "sia il tasso di crescita annuo dei prezzi sia quello del prodotto sarebbero inferiori, nell'area dell'euro, di circa mezzo punto percentuale nel triennio 2015-17. Per l'Italia gli effetti stimati sono più pronunciati".














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