Addio a Piero Terracina, tra gli ultimi sopravvissuti di Auschwitz
La senatrice a vita Liliana Segre ha detto che da oggi si sente un po’ più sola. Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma lo ha definito baluardo della Memoria. È morto a Roma a 91 anni Piero Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz.
È stato uno dei simboli della testimonianza dell’Olocausto. Dagli anni Ottanta in poi si è speso a raccontare quegli orrori che non voleva vedersi ripetere. Senza risparmiarsi partecipava a incontri in scuole, associazioni, università. A un ragazzo tedesco che gli chiedeva di perdonarlo per gli errori di suo nonno scrisse: «L’importante è riconoscere e capire la lezione, qual è la via giusta e quale la sbagliata. Per dirla francamente non si è trattato di errori, ma di crimini. Le colpe dei nonni, però, non devono ricadere sui nipoti, come quelle dei padri sui figli».
Era nato a Roma in una famiglia ebraica. Come molti bambini ebrei, nel 1938, a causa dell’emanazione delle leggi razziali in Italia, era stato espulso dalla scuola pubblica. Riuscito a sfuggire al rastrellamento del 16 ottobre 1943, venne arrestato il 7 aprile 1944. Lo aveva segnalato un uomo per 5000 lire. Tutta la sua famiglia fu deportata: i genitori, la sorella Anna, i fratelli Cesare e Leo, lo zio Amedeo, il nonno Leone David. Fu l’unico a fare ritorno in Italia.
«La Comunità ebraica piange la scomparsa di un baluardo della Memoria» ha scritto in una nota Ruth Dureghello, «Piero Terracina ha rappresentato il coraggio di voler ricordare, superando il dolore della sua famiglia sterminata e di quanto visto e subìto nell’inferno di Auschwitz, affinché tutti conoscessero l’orrore dei campi di sterminio nazisti. Oggi piangiamo un grande uomo e il nostro dolore dovrà trasformarsi in forza di volontà per non permettere ai negazionisti di far risorgere l’odio antisemita».
Messaggi sono arrivati da tutto il mondo politico. Personale quello di Emanuele Fiano, deputato dem: «È morto Piero. L’unico compagno di #Auschwitz di mio padre che io abbia conosciuto direttamente, l’unico che sia sopravvissuto insieme a lui, che ha visto insieme a lui le stesse cose, le stesse marchiature da bestie, le stesse bastonate, lo stesso fumo, la stessa fame… Ha riempito generazioni di romani e non solo della verità dei suoi racconti. Che la vita finisca lo sappiamo tutti, che finisca la memoria mi spezza il cuore, voi non capite quanto. Sono contento che papà non possa capire della tua scomparsa. Ti sia lieve quella terra Piero dove riposano le ceneri dei nostri cari ora che vi rincontrerete».
