WTA Auckland, Venus Williams: “Posso giocare bene, devo partire forte. Senza passione …”
Venus Williams non ha perso il fuoco. A 45 anni la sette volte campionessa Slam in singolare è tornata ad Auckland per disputare l’ASB Classic 2026, torneo WTA 250 che ha segnato più volte la sua carriera, e lo fa con lo stesso spirito competitivo di sempre. L’esordio nella sua settima partecipazione al torneo neozelandese avverrà contro la polacca Magda Linette.
ATP Auckland, Venus Williams: “È fantastico… sono entusiasta di essere tornata”
Venus ha raccontato durante il Media Day come il ritorno in Nuova Zelanda le abbia trasmesso subito sensazioni familiari. Auckland, infatti, è una tappa speciale del suo percorso: nel 2015 conquistò il titolo battendo Caroline Wozniacki in finale, mentre nel 2014 si fermò solo all’ultimo atto contro Ana Ivanovic. “È fantastico. Credo siano passati tre anni”, ha sottolineato Williams tramite alcune dichiarazioni riportate sul sito ufficiale del torneo. “Tre anni passano in fretta. Sicuramente sono successe molte cose, ma sono entusiasta di essere tornata. Non appena l’ho saputo, è stato davvero emozionante per me. Ho trascorso momenti e ricordi meravigliosi qui”.
Un viaggio diverso dal passato: Venus arriva con tutta la famiglia
Questa volta però il viaggio ha un valore ancora più profondo. Venus è arrivata ad Auckland accompagnata dalla famiglia, incluso il nuovo marito Andrea Preti e la sorella Isha Williams, un contrasto netto rispetto ai primi anni di carriera, quando la vita da torneo era spesso solitaria. “L’altro giorno stavamo passeggiando per la città con la mia famiglia, mia sorella, il mio team, mio marito e ricordo tutte quelle volte in cui camminavo da sola”, ha raccontato. “Pensavo: ‘Sono andata in questo negozio, in quel negozio’, e passeggiavo lungo il porto. Ora cammino con la mia famiglia. È bello avere qui anche la mia famiglia”.
Poche partite, tanta esperienza: una condizione insolita per Venus
Dal punto di vista tennistico, Williams è consapevole di presentarsi al via in una condizione particolare. Nonostante l’enorme esperienza, è una delle giocatrici con meno partite disputate: quattro nel 2025 e appena due nel 2024. “Ho molta esperienza, ma probabilmente gioco meno di qualsiasi altra giocatrice in questo tabellone”, ha ammesso. “Quindi è una posizione interessante, perché ho molto da offrire. Ma so anche che posso giocare bene, ma devo anche partire subito forte”.
Venus Williams: “Ho l’opportunità di dare il massimo”
La struttura del tennis, però, le lascia margine per adattarsi strada facendo. “La buona notizia è che le partite di tennis sono lunghe e hai la possibilità di capire le cose”, ha spiegato, aggiungendo di essere entusiasta anche per il doppio, che giocherà in coppia con Elina Svitolina. “Amo questo gioco, amo questo torneo ed è bello tornare e rivedere amici e volti familiari”.
Quando le viene chiesto cosa la motivi ancora a questo punto della carriera, Venus risponde con il suo consueto mix di ironia e sincerità. “Beh, il tennis brucia un sacco di calorie e ti fa avere delle gambe fantastiche”, ha riso. “Penso che se voglio rimanere in forma, devo continuare a giocare. Ma vorrei sottolineare solo l’amore per il gioco e la possibilità di tornare a giocare in condizioni di salute migliori di quelle che ho avuto per molto tempo. Quindi è un’opportunità per me di dare il massimo”.
Lo spirito competitivo non cambia: “A nessuno piace perdere”
Una volta in campo, lo spirito agonistico resta intatto, identico a quello che l’ha portata ai vertici del tennis mondiale. “Oh sì. A nessuno piace perdere. A me decisamente no”, ha dichiarato la tennista americana. “Non mi sveglio e faccio un viaggio dall’altra parte del mondo, o più di metà strada, per non sentire la passione. C’è tanto lavoro anche prima di arrivare qui, tante cose a cui devi rinunciare per essere in campo ed essere preparata, pronta”.
Dalla preparazione al campo: “Ora inizia la vera sfida”
Ora, per Venus, la fase di preparazione è alle spalle. “C’è molto lavoro dietro”, ha evidenziato. Per poi concludere: “Ora è il momento di giocare, ed è questa la parte emozionante. È come dire: ‘Ok, ho finito con queste partite di allenamento. Ora inizia la vera sfida‘”.
